IL MECCANISMO DELLE PENALITÁ

Le regole sono regole come per le penalita F1, persino nel mondo ad altissima velocità della Formula 1. Anzi, verrebbe da dire soprattutto nel mondo della Formula 1.

Quando in pista ci sono 20 vetture che superano ampiamente i 300 km/h è sempre meglio mettere paletti su cosa si può e cosa non si può fare. E per chi non rispetta il regolamento, arrivano le penalità.

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Ma come funziona il sistema? Quali sono le penalità che un pilota può ricevere, durante il weekend di gara e al di fuori del GP? Chi decide chi va sanzionato? A queste e ad altre domande può rispondere questa guida.

CONTENUTI:

  • Le segnalazioni e le investigazioni

  • Il warning

  • La reprimenda e la multa

  • Le penalità a tempo

  • Il drive-through e lo stop-and-go

  • Le penalità in griglia

  • La patente a punti per i piloti di F1

  • Le penalità che hanno fatto la storia

  • Formula 1 2026: Una stagione di penalità

  • Penalità Hamilton

  • Il Caso Mansell

LE SEGNALAZIONI E LE INVESTIGAZIONI

A stabilire le penalità sono gli steward della FIA, che ricevono la segnalazione delle infrazioni da parte della direzione gara del singolo GP. Gli steward decidono se investigare o no sulla situazione e hanno anche la possibilità di notare loro stessi eventuali infrazioni.

Se l’investigazione parte vengono avvisati i piloti e le scuderie, a cui viene poi comunicata la decisione. Nel caso l’investigazione venga posticipata a dopo la gara, piloti e team principale vengono poi convocati dagli steward al termine del GP.

Dal punto di vista delle tipologie di penalità bisogna partire dicendo che ovviamente non tutte le infrazioni sono uguali e che c’è un livello di severità a seconda di quello che si combina.

Dunque, si parte dal semplice warning e si arriva alla squalifica dalla gara o alla sospensione da quella successiva. E nel mezzo c’è una serie di altre misure che hanno un impatto sempre più importante, ovviamente proporzionato alla gravità dell’infrazione.

IL WARNING IN FORMULA 1

Il warning è il passo precedente alla penalità, attraverso cui la direzione gara “avvisa” il pilota e il team che in caso di infrazione reiterata arriverà una punizione. Il warning viene usato molto frequentemente nel caso di superamento dei track limits, con la possibilità di uscire con tutte e quattro le ruote dai limiti del circuito fino a tre volte prima di incorrere in una pena più pesante.

Penalita F1

LA REPRIMENDA E LA MULTA

Poco più in alto del warning c’è la reprimenda, che può arrivare per comportamento in pista ma anche per altre infrazioni. Ogni pilota ne può collezionare fino a 4 in tutta la stagione prima di subire una penalità in griglia. Tra le infrazioni che possono portare alla reprimenda c’è il mancato rispetto delle procedure di partenza.

L’ultima penalità senza conseguenze sportive è la multa, che può essere combinata alla reprimenda. La multa è finora stata la pena per i piloti che usavano linguaggio volgare o violento nei team radio, ma su questo la FIA ha lavorato, inasprendo le pene per chi si dimostrerà recidivo.

LE PENALITÁ A TEMPO

Le penalità più utilizzate in gara attualmente sono quelle a tempo, con la possibilità per la direzione gara di assegnare cinque o dieci secondi di penalità per infrazioni come il taglio delle curve ottenendo un vantaggio di posizione oppure per aver causato incidenti non gravi.

Il pilota deve scontare la penalità nel pit-stop successivo, con i meccanici che devono rimanere fermi per 5 o 10 secondi prima di poter mettere mano alla vettura. Se il pilota non si ferma dopo aver ricevuto la penalità, il tempo verrà aggiunto al tempo finale, il che può portare a perdere posizioni in classifica. Tra i termini F1 da conoscere, il livello superiore è rappresentato dal drive-through e dallo stop and go.

IL DRIVE THROUGH E LO STOP AND GO

Il drive-through obbliga il pilota a percorrere la corsia dei box, dovendo quindi rispettare il limite interno, mentre lo stop and go aggiunge anche la necessità di fermarsi al proprio box per 10 secondi, senza la possibilità per i meccanici di lavorare sulla vettura anche dopo che il tempo è terminato.

Una volta ricevuto un drive-through o uno stop and go, il pilota ha due giri per tornare ai box, tranne in caso di Virtual Safety Car. In questa situazione la penalità va scontata una volta che si torna in condizioni di corsa con bandiere verdi.

Drive-through e stop and go sono penalità che non si vedono molto di frequente, ma non sono mancati casi recenti: un esempio recente quando, Lando Norris in Qatar nel 2024, con stop and go per non aver rallentato in regime di doppia bandiera gialla.

LA PENALITÁ IN GRIGLIA

La penalità in griglia ha invece un effetto sulla gara successiva, con i piloti che sono costretti a perdere posizioni nell’ordine di partenza. Questo tipo di penalità è molto comune per i piloti che effettuano modifiche dei componenti della vettura superando il limite permesso per stagione, ma può anche essere stabilita per infrazioni in pista nel weekend di gara.

Solitamente le posizioni si perdono a blocchi di 5 (5, 10, 15, 20), ma non sono mancati casi in cui un pilota è stato retrocesso di una o due posizioni in griglia per infrazioni minori.

La penalità più pesante è la squalifica, sia in gara (quando al pilota viene mostrata la bandiera nera) che a posteriori.

La squalifica avviene per infrazioni tecniche (il peso della vettura, ma anche se il pilota circola con la macchina in situazione pericolosa) o per aver causato incidenti gravi. E c’è anche la possibilità di essere sospesi per la gara successiva, se l’infrazione viene considerata davvero grave.

LA PATENTE A PUNTI PER I PILOTI DI F1

A tal proposito, la FIA ha anche implementato il celebre sistema della “patente a punti”. I piloti partono con 12 punti sulla patente e la FIA ha la possibilità di toglierne uno o più come parte della pena per un’infrazione.

I punti tolti valgono per un anno (un punto perso il 1 dicembre 2024 in Qatar verrà recuperato il 1 dicembre 2025 e così via) e se il pilota si ritrova senza punti viene sospeso per una gara.

Il primo a subire questa penalità per via della patente a punti è stato Kevin Magnussen nel 2024. Andrea Kimi Antonelli, uno dei 6 esordienti del Mondiale 2025, parte, chiaramente, da zero punti.

LE PENALITÁ CHE HANNO FATTO LA STORIA NEI MOTORI

A proposito di penalità che fanno la storia, alcune situazioni sono rimaste negli annali. È il caso di Max Verstappen, che negli anni ha subito penalità importanti in gara. Come nel GP di Arabia Saudita nel 2021.

In quel caso, dovendo far passare Lewis Hamilton per averlo superato uscendo di pista, l’olandese ha inchiodato davanti al britannico, portandolo al contatto.

In quel caso Super Max ha ricevuto 10 secondi di penalità. Ma il quattro volte campione del mondo, tra i piloti F1 più pagati, ha fatto meglio (o peggio) in Messico nel 2024, quando ha subito due penalità da 10 secondi per aver costretto in due casi Norris all’uscita di pista. Per non parlare della bandiera nera per Juan Pablo Montoya a Indianapolis nel 2004.

Il colombiano, con la macchina ferma alla partenza, decide di scendere dalla vettura e correre ai box per partire con il muletto dalla corsia dei box. Strano ma vero, le regole all’epoca permettevano questo comportamento, ma i piloti avevano solo 15 secondi per arrivare ai box dopo essere scesi dalla macchina. E Montoya ce ne ha messi 17.

FORMULA 1 2026: UNA STAGIONE DI PENALITÁ

Un esempio particolarmente evidente che spiega bene l’utilizzo delle diverse penalità è quello che riguarda il weekend del Gran Premio d’Ungheria 2026. Si è cominciato con la sessione di prove ufficiali. 

Ben due piloti di quelli che sono arrivati a giocarsi la pole position all’Hungaroring nel Q3 hanno subito penalizzazioni in griglia, ma più leggere del solito. Lewis Hamilton, che era arrivato secondo a pochi millesimi dalla pole di Lando Norris, è stato sanzionato per impeding nei confronti di Oscar Piastri con la perdita di tre posizioni ed è quindi partito quinto.

DEFINIZIONE E CASI DI IMPEDING IN F1

L’impeding è la formula con cui si indicano le manovre di un pilota che creano problemi a uno o più colleghi durante un giro lanciato in qualifica e i commissari hanno ritenuto che 3 posizioni fossero abbastanza per il sette volte campione del mondo. Allo stesso tempo, ha perso tre posizioni anche Kimi Antonelli, arrivato quarto nelle prove e scattato al via dalla settima casella, per non aver alzato il piede in regime di bandiera gialla dopo l’incidente di Max Verstappen nel Q3. 

Una decisione che tra l’altro arriva qualche settimana la scelta di non togliere la pole position del GP d’Austria a George Russell, ottenuta in regime di bandiera gialla ma con il pilota inglese che aveva comunque alzato il piede a pochi cm dal traguardo nel settore con le bandiere (ovvero l’ultima curva).

PENALITÁ HAMILTON

Anche in gara sono scattate le penalità e anche stavolta ci ha rimesso Hamilton. Il pilota inglese è stato penalizzato di 5 secondi (da aggiungere al tempo finale di gara) per aver superato il limite di velocità all’interno della corsia dei box. La beffa per Lewis è la dimensione dell’infrazione, perchè l’inglese ha superato il limite di appena 0,1 km/h, il che ha portato comunque alla sanzione. Che, a differenza delle posizioni in griglia, non può essere modulata a seconda della gravità dell’infrazione. 

Da notare anche l’attenzione costante del box Mercedes ai track limits, con Kimi Antonelli che spesso è un po’ troppo esuberante nelle traiettorie e che quindi rischia anche lui di incorrere in penalità e viene rimproverato dal suo ingegnere di pista!

IL CASO MANSELL

Anticipiano una domanda: si possono ignorare le penalità? Chiaramente no, ma meglio non dirlo a Nigel Mansell. Nel 1989 in Portogallo l’inglese sbaglia l’entrata ai box e va lungo. I meccanici Ferrari lo inseguono, ma il Leone fa retromarcia, manovra da squalifica. Ma a lui interessa poco.

Nonostante il team lo avvisi della penalità e in barba alle bandiere nere che gli vengono sventolate a ogni rettilineo, Mansell continua la gara, che termina speronando Ayrton Senna, che perde punti poi fondamentali per il titolo, che vincerà, da favorito per le scommesse sportive, Alain Prost.

Per l’inglese arriverà una pena tutto sommato leggera, la sospensione da un solo GP. Ma forse il Leone ha imparato a rispettare le decisioni degli steward!

PENALITA F1 - FAQS

D: Chi assegna le penalità in Formula 1?

R: Le penalità sono assegnate dagli steward, che ricevono le segnalazioni dalla direzione gara e che investigano e, nel caso comminano le punizioni adeguate.

D: Le scuderie possono richiedere penalità per gli avversari?

R: I muretti possono segnalare situazioni che ritengono irregolari alla direzione gara, con la situazione che viene “notata”, analizzata e nel caso segnalata agli steward.

D: Quali sono le penalità che si possono assegnare in gara?

R: Il warning, che è un avviso a non reiterare il comportamento, la reprimenda (4 in una stagione fanno scattare una penalità), la multa, le penalità a tempo, il drive-through e lo stop-and-go.

D: Le penalità si applicano anche alla griglia di partenza?

R: Certo, gli steward hanno la possibilità di togliere posizioni ai piloti al termine delle qualifiche in caso di irregolarità come l’impeding, il mancato rispetto dei track limits nel giro migliore o il mancato rispetto delle bandiere gialle.

D: Le penalità in gara si possono ignorare?

R: Assolutamente no, ignorare una penalità assegnata dagli steward porta alla squalifica nel GP in corso e a uno o più GP successivi di stop.

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da Alamy. Ultimo aggiornamento 3 settembre 2026.

Di Francesco Cavallini

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