IL VOCABOLARIO DELLA FORMULA 1

Il mondo della Formula 1 è in costante cambiamento, come si addice a uno sport che ha come protagonisti principali i piloti, certo, ma soprattutto le vetture. Le macchine del Circus sono cambiate tantissimo da quando il Campionato Mondiale ha fatto il suo esordio nel 1950 e le evoluzioni sono state davvero infinite.

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Alcune rivoluzioni sono avvenute grazie a miglioramenti tecnologici, altre sono state necessarie per rendere meno pericolosa (per quanto possibile) una disciplina in cui a conti fatti si sfida il fato ogni secondo, altre ancora perché il dominio di questa o quella scuderia ha reso necessario cambiare le carte in tavola per mantenere vivo l’interesse dei tifosi e degli sponsor.

IL MONDIALE 2025 SARÁ L'ULTIMO CON LE ATTUALI REGOLE

L’ultimo cambio di regolamento abbastanza corposo è arrivato nel 2022 e il prossimo è previsto per la stagione 2026, il che porta il Mondiale 2025 a essere l’ultimo che si correrà con le regole attuali.

E forse anche l’ultimo in cui sentiremo utilizzare determinati termini, che nella Formula 1 di vent’anni fa sarebbero balzati all’orecchio come astrusi, ma che oggi sono pane quotidiano per appassionati e addetti ai lavori. E se manca ancora un anno alla rivoluzione, che porterà in dote nuovi concetti come X-mode, Z-mode e Override, si può comunque fare un breve ripasso di quelli che hanno segnato gli ultimi anni e che ormai si sentono con una certa costanza.

IL SIGNIFICATO DI DRS

A subire di più il nuovo ciclo sarà il DRS, che già è stato “salutato” via social dal pilota della McLaren Oscar Piastri quando sono state rivelate le novità per il 2026. E in effetti con le nuove regole non ci sarà più spazio per uno dei grandi protagonisti dell’ultimo decennio di Formula 1, il Drag Reduction System, ovvero il sistema di riduzione della resistenza.

La regola vuole che se un pilota si trova a meno di un secondo dall’avversario in uno dei punti di rilevazione previsti (i cosiddetti detection point), può utilizzare il DRS e abbassare il profilo dell’ala posteriore, ottenendo minore resistenza e di conseguenza maggiore velocità, aprendo alla possibilità di sorpassare.

Con le nuove regole a prendere il posto del DRS dovrebbe esserci la modalità override (per l’appunto, sorpasso), che permetterà a chi è dietro di utilizzare maggiore potenza elettrica, guadagnando dunque in velocità massima.

Per chi ricorda qualche altro termine del passato, si tratta di un sistema simile al buon vecchio KERS, il sistema di recupero dell’energia cinetica utilizzato per una manciata di anni tra il 2009 e il 2014 da alcune scuderie.

IL MOTORE RESTA POWER UNIT

A proposito della potenza elettrica, anche con tutte le novità previste il motore continuerà a non chiamarsi più motore, ma power unit. La terminologia, del resto, è più precisa, perché con power unit si intendono tutte le componenti, sia elettriche che meccaniche, che alimentano le vetture, mentre se ci si riferisce al motore vero e proprio si ragiona su quello endotermico a combustione.

Dunque, almeno in questo, non ci saranno cambiamenti.

COSA È L'UNDERCUT IN FORMULA 1

Così come si continuerà a ragionare parecchio su overcut e undercut. Si tratta di due termini che però sono particolarmente “antichi”, visto che nascono assieme all’invenzione del pit stop tattico negli anni Ottanta e che sono ancora in voga tutt’oggi, vista la necessità di usare almeno due mescole di gomme durante ogni gara e la conseguente obbligatorietà (o quasi, esclusi casi particolari come gara bagnata o cambio gomme in regime di bandiera rossa) di almeno uno stop durante il Gran Premio.

Si parla di undercut se un pilota cerca di guadagnare posizioni su uno o più avversari anticipando il pit stop, tornando così in pista con gomme più fresche e possibilmente con pista libera davanti.

SIGNIFICATO DI OVERCUT NEI MOTORI

Se invece si cerca di superare il pilota davanti ritardando la sosta e cercando di accumulare vantaggio sfruttando il giro di rientro di chi precede si parla di overcut.

GLI PNEUMATICI E IL GRAININIG

Parlando di gomme, non si possono non menzionare i due grandi nemici dei piloti per quanto riguarda la salvaguardia e l’usura degli pneumatici.

Si parla di graining quando la gomma è sollecitata a tal punto che la mescola si rompe e sulla superficie si creano piccole fratture, che creano non pochi problemi a chi guida. Un graining più o meno accentuato può portare a una riduzione del grip della gomma sulla pista e ridurre le prestazioni della vettura in fase di curva, ma anche in trazione e in frenata.

IL PERICOLO DEL BLISTERING DI UNA GOMMA

Altro fenomeno da evitare come la pesta è il blistering, ovvero il surriscaldamento anomalo di una sola sezione della gomma, causato quasi sempre da una scarsa aderenza alla pista data da problemi di assetto. Si tratta di una situazione che crea delle bolle d’aria (non per niente “blister” significa vescica) che possono portare al distaccamento del battistrada. Dunque, in termini di gravità, assai peggio del “semplice” graining.

LO SPARKING E LE SCINTILLE

Rimanendo al rapporto tra pista e vettura, c’è da tenere conto anche dello sparking, ovvero le scintille che si vedono fuoriuscire dalle macchine in alcune situazioni. Anche se potrebbe sembrare che la vettura abbia subito danni, la scintilla è il segnale del lavoro del sistema che impedisce che ciò accada, ovvero una tavola in legno sul fondo della macchina, rinforzata da piastre in titanio.

Sono proprio questi “pattini” che toccano terra per primi e fanno le caratteristiche scintille dello sparking. Da quando è stato reintrodotto l’effetto suolo (scolpire il fondo delle vetture per incanalare l’aria e riversare a terra tutta la potenza possibile), si è poi verificato anche il fenomeno del porpoising.

L'EFFETTO PORPOISING

Si tratta di un saltellamento della vettura dovuto dalla troppa vicinanza del fondo al suolo, che crea perdita di carico che si traduce nel movimento verso l’alto della macchina.

Un effetto che non solo dà problemi di prestazioni, ma che ha anche effetti deleteri per la schiena dei piloti, come è accaduto a Lewis Hamilton con la sua Mercedes nella stagione 2022.

L'HALO E LE STRUTTURE DI SICUREZZA

Tra gli ultimi termini che bisogna conoscere, ci sono quelli relativi alla sicurezza. La nascita dell’Halo, la staffa a tre punti che circonda la testa del pilota, ha portato a una serie di critiche, ma sono stati molti i casi (in particolare quelli in cui un pilota ha rischiato che lo pneumatico di una vettura gli finisse sulla testa) in cui la struttura ha dimostrato di essere fondamentale.

Per ridurre l’impatto sulla testa del pilota c’è anche la struttura detta roll hoop, mentre un sistema meno conosciuto ma altrettanto fondamentale è l’Hans (Head and Neck Support), il supporto per testa e collo formato da collare, tirante e ancoraggio che permette di ridurre le forze in azione sul collo e di evitare impatti della testa che possono portare a fratture.

Insomma, tante parole che ormai fanno parte del registro della Formula 1 e che ogni appassionato deve conoscere prima della partenza del Mondiale!

*L'immagine di apertura dell'articolo è distribuita da Alamy.

Di Francesco Cavallini

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