Mit Blackjack Team: l’Encore Boston Harbor casinò, che ha aperto di recente, si trova ad appena 14 minuti dal Massachusetts Institute of Technology, la casa del famoso team di blackjack del MIT.
Questa squadra di giocatori ha smesso di esistere da circa 20 anni, ma la location del nuovo casinò porta a farsi una domanda: cosa avrebbe potuto fare il gruppo più famoso del mondo di giocatori che contano le carte con un nuovo casinò aperto in un posto così vicino?
Il team di blackjack del MIT contro i casinò: la storia mai raccontata
“Avremmo giocato fino a che non ci avrebbero cacciato via per non farci giocare più”, ha dichiarato Andy Bloch.
Bloch, un veterano del team di blackjack del MIT e successivamente anche un giocatore di poker di successo, ha aggiunto: “Non so quali siano le regole all’Encore, ma sono certo che avremmo trovato un modo per battere il banco. Lo abbiamo fatto in tanti altri casinò, compresi il Foxwoods e il Mohegan Sun, che hanno aperto entrambi vicino al MIT”.
Anche se non c’è modo di sapere quali sorprese stiano preparando gli attuali geni della matematica del MIT per la nuova sede dell’Encore nel New England, l’apertura di questo nuovo casinò è una buona opportunità per ricordare il leggendario team di giocatori di blackjack che ha sfidato i casinò di tutto il mondo e che ha rivoluzionato il concetto stesso di advantage play.
Mit Blackjack Team
Il team è stato fondato da Bill Kaplan (nessuna parentela con il nostro magistrale esperto di contenuti), che aveva appena smesso di gestire un gruppo di giocatori che contavano le carte a Las Vegas.
Dopo aver affrontato il burnout dei giocatori da quelle parti, si è trasferito a Cambridge, Massachusetts, dove aveva intenzione di frequentare la Harvard Business School. “Ero seduto in un ristorante cinese [di Cambridge], e parlavo di queste cose e alcuni ragazzi del MIT si sono avvicinati”, ha raccontato al Boston magazine. “Mi hanno detto ‘stai parlando di blackjack? Sono mesi che giochiamo, cercando di fare soldi’”.
Come nasce il team di blackjack del MIT
All’improvviso, Kaplan ha trovato un nuovo gruppo da gestire e nel 1980 è nato il team di blackjack del MIT. Come ha spiegato Kaplan, il successo del team è dipeso in gran parte dalla volontà di farcela e dall’organizzazione interna.
“Lo gestivamo come fosse un’azienda”, ha spiegato. “Nono solo studi sulle probabilità blackjack, ma allenamenti, allenamenti pesanti, procedure di checkout, due ore di gioco perfetto, il modo di lasciare il tavolo. Anzi, forse eravamo anche molto più metodici della maggior parte delle aziende”.
La famosa busta dimenticata
Magari è così, ma si può anche dire che le persone che lavorano nella maggior parte delle aziende difficilmente dimenticano da qualche parte centinaia di migliaia di dollari che appartengono all’azienda stessa.
Come è successo quando uno dei giocatori del MIT ha dimenticato una busta di carta che conteneva 125mila dollari provenienti del blackjack. L’ha lasciata in una delle classi del MIT. Un inserviente ha visto la busta con i soldi e l’ha messa da parte affinchè non la prendesse nessuno.
Con l’aiuto di Alan Dershowitz (che ha contribuito a difendere OJ Simpson e che è recentemente rimasto invischiato nello scandalo che riguarda Jeffrey Epstein), il denaro (che all’inizio si pensava provenissi da affari di droga) è stato restituito.
Quanto ha vinto la squadra più famosa di blackjack
Ma per quanto sembri assurdo, dimenticarsi 125mila dollari potrebbe essere semplice quando se ne fanno molti di più.
Secondo l’ex giocatore del MIT Mike Aponte, “Il team di blackjack del MIT ha vinto oltre 10 milioni in sei anni. Non siamo diventati tutti multimilionari, ma eravamo un gruppo di persone abbastanza ristretto. Io ho messo 1500 dollari in estate e a novembre il mio investimento valeva già 100mila dollari. A quel punto ho solo continuato”.
Tutta una questione di concentrazione
Oltre al senso degli affari del team di blackjack del MIT, un’altra ragione per il suo successo è legata al fatto che i giocatori davano il massimo quando contava davvero.
“C’erano giocatori che giocavano meglio nei casinò che nelle sessioni di allenamento”, spiega Jon Hirschtick, che ha giocato nel team di blackjack del MIT dal 1984 al 1993. “Io giocavo meglio al casinò, per cifre altissime e sotto una pressione enorme. Un sacco di giocatori di blackjack hanno il disturbo di deficit dell’attenzione, quindi si possono concentrare di più [rispetto a chi non ce l’ha] ma non sono in grado di controllarlo. Una cosa che possiamo fare, però, è concentrarci sulle carte che escono fuori da un mazzo”.
Da chi trae spunto il personaggio di Kevin Spacey in 21
E visto che questa concentrazione è tutta quella che serve a vincere a blakjack (Hirschtick ricorda di essersi seduto con un compagno di team ad Atlantic City a parlare delle macchine costosissime che potevano permettersi di comprare), ci sono molte storie divertenti al riguardo. Una di queste riguarda John Chang, il genio del blackjack del MIT su cui è parzialmente basato il personaggio di “21” interpretato da Kevin Spacey.
Chang è diventato molto riconoscibile come uno che conta le carte e di conseguenza attirava un certo risentimento, che si estendeva a chi giocava con lui. “I miei compagni di squadra non volevano giocare con me a meno che non mi presentassi con travestimenti fantastici”, ha spiegato. “La mia fidanzata mi ha detto che poteva vestirmi da donna. Le sue scarpe erano della mia misura e aveva tutto quello di cui aveva bisogno. L’ho fatto tre volte: in Illinois, alle Bahamas e ad Atlantic City”.

Le prime due volte tutto è andato bene, ma ad Atlantic City la storia ha preso tutt’altra piega.
“Ero seduto al tavolo, vicino a una signora cinese. Ho visto le sue mani delicate e ho messo le mie sotto al tavolo”, ha continuato Chang. “Al piano di sopra [nella sala della sorveglianza] guardavano le mie mani e ridevano. Poi è arrivato un membro dello staff asiatico e mi ha sussurrato all’orecchio ‘sappiamo chi sei’. Mi sono alzato per andarmene e una guardia della sicurezza mi ha detto ‘molla le perle, Esmeralda’. È stato imbarazzante. Ho corso per tutto il casinò per assicurarmi che non mi seguissero al momento di uscire”.
In altre occasioni, Chang e i suoi collaboratori se ne sono andati per loro scelta, prima che le cose si facessero troppo complicate. Chang si ricorda di un’altra occasione ad Atlantic City in cui stavano tracciando il mescolamento delle carte, con il suo compagno che ha ricevuto un 19 in una mano e un 11 in un’altra. Chang sapeva che le due carte successive sarebbero state un 2 e un 10.
Il compagno di team ha optato per un raddoppio blackjack su entrambe le mani, aspettandosi di fare due volte 21. Come ricorda Chang, “Gli ho detto ‘andiamocene prima che ci arrestino’”.
La notte del morso di Tyson a Las Vegas
La loro fuga dal casinò è riuscita, ma il team di blackjack del MIT non è riuscito a superare il cambiamento dei livelli di tolleranza nei luoghi per il gioco d’azzardo che frequentava. Nel 1997 il miglior posto in cui giocare era l’ MGM Grand di Las Vegas. Era il casinò più frequentato e non servivano travestimenti e cambi di genere.
Il 28 giugno 1997, la sera in cui Mike Tyson ed Evander Holyfield combattevano per il titolo mondiale, le cose sembravano particolarmente promettenti. “Ero seduto a un tavolo dell’MGM con tutte fiches gialle [che valgono mille dollari ciascuna] ed ero sopra di 70mila dollari. Il combattimento era iniziato e c’era tantissima azione nelle sale, nessuno mi ha notato”, ha spiegato Chang.
Mentre nelle sale da gioco le partite di blackjack andavano avanti, il terzo round dell’incontro stava per finire all’interno dell’MGM Grand Garden Arena, quando un frustrato Mike Tyson ha strappato via a morsi la parte superiore dell’orecchio di Holyfield.
“E quando l’incontro è finito prematuramente, c’è stato il caos. Sono stati ribaltati i tavoli, hanno rubato le fiches dai rack, un sacco di gente è stata arrestata. Questa situazione ha coinciso con la vincita da 26 milioni di Kerry Packer e tutti quanti hanno cominciato a essere spaventatissimi di fare cose eclatanti”.
Il confine tra advantage players e bari
Non è stata la fine per il team di blackjack del MIT, ma è stata l'epilogo di un'era per gli advantage player che giocavano cifre altissime. Il vero momento di crollo è arrivato tre anni dopo, nel 2000, a causa (almeno in parte) della ex fidanzata di un membro del team di blackjack del MIT, che ha identificato alcuni membri del team alla Griffin Detective Agency, che ormai non esiste più.
Griffin aveva un database con i nomi dei bari e degli advantage player, non facendo (erroneamente) alcuna differenza tra le due tipologie di giocatori. Con la maggior parte dei membri del team ormai sotto sorveglianza, giocare ai casinò è diventato per loro sempre più complicato.
Alcuni dei giocatori del team di blackjack del MIT sono passati a diverse forme di gioco d’azzardo, altri hanno trovato nuovi settori in cui avere successo e altri invece hanno continuato a giocare a blackjack. Chang fa parte di questi ultimi.
E anche se si ricorda più o meno la vincita più grande del team di blackjack del MIT (“A livello di team erano 400mila o 500mila dollari nel weekend di un Super Bowl”), Chang cerca di non pensare troppo alle sue performance a breve termine. “Non penso ai soldi ragionando su cosa posso comprare con quello che vinco”, ha detto con nonchalance. “Sto solamente giocando a un gioco”.
