Statistiche Baresi: nella sua storia, il Milan ha avuto tra le sue fila tantissimi campioni, al punto che persino nel fare una top 11 è difficilissimo non lasciare fuori qualcuno che ha scritto pagine importantissime della leggenda rossonera.
Ma probabilmente tutti sono d’accordo nell’assegnare almeno una maglia, la numero 6. Quella del difensore centrale, dell’ultimo baluardo della retroguardia del Diavolo.
Record Franco Baresi
E che non può non andare a Franco Baresi. Tra le leggende milaniste, il classe 1960 è una delle più amate. Passato dall’essere Piscinin (il piccoletto, avendo esordito a 17 anni in Serie A) a guadagnarsi un soprannome assai più pesante come Kaiser Franz, Baresi è stato una bandiera del Milan, che ha guidato dai momenti complicati tra fine anni Settanta e inizio anni Ottanta, fino ai trionfi e l'imbattibilità dell’era Berlusconi, del Milan degli Immortali e poi di quello degli Invincibili.
Tutti i numeri di Capitan Baresi
Ecco qualche statistica che può spiegare benissimo ciò che rappresenta per il Milan Franco Baresi:
20 stagioni giocate con la maglia rossonera, dal 1977/78 al 1996/97.
719 presenze con il Milan, secondo di tutti i tempi per il record di partite dietro solo a Paolo Maldini, di cui 531 in Serie A.
33 reti segnate con il Diavolo.
Capitano del Milan per il maggior numero di anni, 15, dal 1982 al 1997.
Recordman rossonero di presenze in Coppa Italia, 97.
Palmares: 6 campionati italiani (1978/79, 1987/88, 1991/92, 1992/93, 1993/94, 1995/96), 4 supercoppe italiane (1988, 1992, 1993, 1994), 3 Coppe dei Campioni/Champions League (1988/89, 1989/90, 1993/94), 2 Supercoppe UEFA (1990 e 1994), 2 Coppe Intercontinentali (1989, 1990).
81 presenze e una rete con la nazionale italiana, di cui è stato capitano tra il 1990 e il 1994 e con cui ha vinto i Mondiali nel 1982, arrivando inoltre terzo nel 1990 e secondo nel 1994.
Beppe e Franco Baresi
E pensare che all’inizio della sua carriera Franco Baresi non era solo il Piscinin, ma persino Baresi II. Tutto merito, o colpa, di suo fratello Giuseppe che, ironia della sorte giocava nell’Inter e ne è anche diventato capitano. Ma ci è voluto poco affinchè Franchino (questo il suo nome, almeno all’anagrafe) cominciasse a brillare di luce propria. Dopo l’esordio nella stagione 1977/78, viene subito inserito tra i titolari da Nils Liedholm, che lo sceglie come libero rossonero nell’annata conclusa con lo scudetto della stella per il Milan.
Nel 1980 i rossoneri vengono retrocessi in B per lo scandalo del calcioscommesse, ma Baresi è uno dei pochi a non abbandonare la nave, guidando la squadra all’immediato ritorno in Serie A. Nella stagione 1981/82, però, una grave infezione lo tiene fermo quattro mesi, un’assenza che il Milan paga a caro prezzo, con la seconda retrocessione nel giro di tre stagioni. Anche stavolta Baresi, che proprio nel 1982 diventa campione del mondo con l’Italia e capitano del Milan, non si sottrae alla serie cadetta e ottiene la seconda promozione della carriera.
Il condottiero dell'Era Berlusconi
Gli anni tra il 1983 e il 1986 sono di transizione, sia per il Milan che per lo stesso Baresi, ma l’arrivo alla guida della società di Silvio Berlusconi è destinato a cambiare lo spartito.
Nel 1987, il Cavaliere porta a Milanello Arrigo Sacchi, di cui Baresi diventa subito un fedelissimo, nonchè il miglior interprete della nuova fase difensiva rossonera, basata sul fuorigioco.
La bandiera Baresi 6
La capacità di Kaiser Franz di guidare la retroguardia in movimenti perfetti per tempismo ed esecuzione diventa la base su cui più avanti il trio degli olandesi può divertirsi a fare a pezzi gli avversari.
Comincia così un periodo incredibile, in cui il Milan vince un solo scudetto, nella prima stagione con Sacchi in panchina, ma porta due volte a casa la Coppa dei Campioni, battendo la Steaua nel 1989 e il Benfica nel 1990, aggiungendo alla bacheca anche due Coppe Intercontinentali, guadagnandosi così il soprannome di Immortali.

La difesa degli Invincibili
Quando nel 1991 Sacchi diventa CT della nazionale, a Milanello arriva Fabio Capello. E anche il tecnico friulano, che aveva già avuto Baresi alle sue dipendenze negli anni Ottanta quando aveva traghettato la squadra rossonera a fine stagione, non può fare a meno del suo numero 6.
Anzi, la difesa rossonera, iconica con Mauro Tassotti, Billy Costacurta e Paolo Maldini, diventa ancora più inespugnabile.
Il record di imbattibilità in Serie A
Gli Immortali si trasformano così in Invincibili, anche grazie a una striscia positiva di 58 partite nel corso di un campionato e mezzo, durante un periodo in cui i rossoneri, pur senza più Marco Van Basten, vincono tre scudetti consecutivi (dal 1992 al 1994) e una Coppa dei Campioni, giocando però tre finali di fila, vincendo contro il Barcellona nel 1994 e perdendo contro il Marsiglia nel 1993 e contro l’Ajax nel 1995.
Il calcio moderno però comincia a far sentire il suo peso a Baresi, che decide di ritirarsi nel 1997, ad appena 37 anni, non prima di aver conquistato il suo sesto e ultimo scudetto, quello del 1996.
Baresi baluardo anche in Azzurro
La carriera in nazionale di Baresi è allo stesso tempo vincente e straziante. Appena ventiduenne, Kaiser Franz si laurea campione del mondo nel 1982 in Spagna, pur non giocando neanche un minuto. Negli anni successivi, sia con Enzo Bearzot che con Azeglio Vicini in panchina, non trova tantissimo spazio, almeno fino all’addio dell'altra legegnda Gaetano Scirea, di cui Baresi è unico degno e immediato successore.
Con gli Azzurri arriva in semifinale agli Europei del 1988 e terzo ai Mondiali del 1990 e quando Sacchi arriva a Coverciano lo trova già con la fascia al braccio. L’ultimo grande torneo della carriera in azzurro è USA ’94, in cui Baresi gioca le prime tre partite, si opera al menisco al termine del girone, tornando a tempo di record per disputare la finale contro il Brasile, giocata in maniera perfetta, con la nostra porta inviolata e la prima Coppa, anche per le Quote Calcio, decisa ai calci di rigore.
Kaiser Franz avrebbe meritato il Pallone d'Oro
Unico altro neo di una carriera leggendaria è il Pallone d’Oro. Baresi è probabilmente, assieme a Maldini e ad Andres Iniesta, il calciatore più forte (ed eleggibile all’epoca) a non aver vinto il prestigioso premio.
Kaiser Franz ha pagato la presenza in quel Milan di calciatori molto più appariscenti, come Ruud Gullit o Van Basten, che lo precede nel 1989, quando Baresi arriva secondo dietro al Cigno di Utrecht e davanti a Frank Rijkaard in quello che è il suo miglior risultato.
L'esempio di Baresi impegnato nel sociale
Dopo il ritiro, è entrato a far parte della dirigenza del Milan, ricoprendo diversi ruoli nel corso degli anni (tra cui allenatore di alcune formazioni giovanili) dell’era Berlusconi, per poi diventare brand ambassdor prima e vicpresidente onorario poi del club a cui ha dedicato un’intera carriera.
Statistiche Baresi - Domande Frequenti
D: Quanti anni ha giocato con il Milan Franco Baresi?
R: Baresi ha giocato con il Milan per 20 stagioni, da quella 1977/78 a quella 1996/97.
D: Quanti anni è stato capitano del Milan Franco Baresi?
R: Baresi ha indossato la fascia per 15 anni, dal 1982 al ritiro nel 1997, diventando così il capitano di più lungo corso della storia rossonera.
D: Quante partite ha giocato con il Milan Franco Baresi?
R: Baresi ha giocato 719 partite con la maglia del Diavolo, segnando 33 gol.
D: Cosa ha vinto con il Milan Franco Baresi?
R: Con il Milan Baresi ha vinto 6 campionati, 4 supercoppe italiane, 3 Coppe dei Campioni, 2 Supercoppe UEFA e 2 Coppe Intercontinentali.
D: Quante partite ha giocato con la nazionale italiana Franco Baresi?
R: Baresi ha giocato 81 partite e segnato un gol con la Nazionale italiana, di cui è stato capitano dal 1990 al 1994 e con cui ha vinto i Mondiali nel 1982.
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