Stadio Bergamo: se nell’ultimo decennio l’Atalanta si è trasformata in un club vincente, facendo il difficilissimo passo da provinciale terribile a big del calcio italiano, lo deve soprattutto alla bontà del lavoro e della programmazione della famiglia Percassi, fiducia pluriennale al Gasp, compresa. 

Il presidente Antonio, ex calciatore nerazzurro diventato imprenditore di successo, è riuscito a creare una struttura sportiva di altissimo livello, capace di portare alla vittoria dell’Europa League, ma soprattutto una struttura societaria che ha portato a una crescita costante ed equilibrata, con bilanci in attivo e introiti sempre maggiori. 

Stadio Bergamo

E una delle ragioni di questo successo è legata allo stadio della Dea. Non solo perché andare a giocare a Bergamo è diventato, per usare un’espressione di Pep Guardiola, peggio di una seduta dal dentista, ma perché l’acquisizione dell’impianto è parte integrante del progetto Atalanta.

Stadio Bergamo

Quello che oggi indichiamo con il nome di New Balance Arena è uno stadio che nasce negli anni Venti del XX secolo su un terreno che aveva già ospitato un ippodromo. Con una spesa di 3,5 milioni di lire, il comune, con il sostegno dell’Atalanta, costruisce un impianto da 12mila posti, con tanto di complesso polisportivo annesso, e lo intitola a Mario Brumana, milite fascista della bergamasca. 

La Dea gioca la prima partita nel nuovo stadio nel 1928 e non abbandona più l’impianto, che però nel corso dei decenni subisce diverse ristrutturazioni e cambi di nome. Il primo è in seguito alla Seconda Guerra Mondiale, quando viene abbandonata la denominazione “Mario Brumana” e lo stadio viene chiamato semplicemente “Comunale”. 

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Lo Stadio Atleti Azzurri d’Italia

Tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta ci sono diversi lavori degni di nota, con la creazione della curva sud e soprattutto l’eliminazione, arrivata con il ritorno della Dea in A nel 1984, della pista ciclistica, con conseguente ampliamento delle due tribune. Nel 1994 arriva un altro cambio di nome, con la decisione di intitolare l’impianto agli Atleti Azzurri d’Italia.

Lo step successivo della storia dell’impianto è quello legato all’Atalanta di Percassi. Negli ultimi decenni c’è stato spesso un tentativo di costruire un nuovo stadio, visto che quello attuale non rispettava gli standard UEFA ed è comunque posizionato in una zona cittadina molto urbanizzata e trafficata. Ma considerando che al riguardo non si sono ottenuti risultati significativi il club ha optato per la strada della ristrutturazione. 

Le cifre dell'acquisto dello stadio

Già nel 2015 il club ha investito in lavori che hanno portato alla modernizzazione della tribuna centrale e della struttura delle panchine, ma il passo fondamentale è quello del 2017. In quell’anno il comune di Bergamo ha deciso di disfarsi dello stadio attraverso un’asta pubblica e l’Atalanta lo ha acquistato (attraverso una società creata ad hoc, la Stadio Atalanta S.r.l. ) per circa 8 milioni di euro, accettando il vincolo di ristrutturare l’impianto ma anche quello di riqualificazione urbana delle zone che lo circondano. 

La capienza di 24950 posti

I lavori sono iniziati nel 2019, con una ristrutturazione a settori che è stata completata nel 2024 con il raggiungimento della capienza attuale, di 24950 posti, e di tutti gli standard necessari per l’utilizzo nelle manifestazioni UEFA. Un rinnovamento totale, che ha permesso all’impianto di vincere il premio come migliore stadio italiano per la stagione 2022/23.

Stadio Bergamo

Per la semifinale degli spareggi Uefa 1, con gli Azzurri strafavoriti sull'Irlanda del Nord a quota 1.28, è stata scelta Bergamo per vicinanza delle tribune al campo e la logistica perfetta, anche a livello di mera ubicazione, per seduta di rifinitura e spostamenti.

Lo Gewiss Stadium

E nel frattempo sono arrivati altri due cambi di nome, stavolta non ufficiali ma legati ai naming rights. La prima azienda a legare il proprio brand allo stadio dell’Atalanta è stata un’eccellenza locale, la Gewiss, società dell’entroterra bergamasco leader nel settore elettrotecnico. L’impianto è stato dunque chiamato Gewiss Stadium per sei stagioni, dal 2019 al 2025, il periodo sportivamente più florido per la società nerazzurra. 

Al Gewiss Stadium si sono giocate le grandi partite dell’Atalanta contro le big negli anni in cui la Dea ha sfiorato lo scudetto, ma soprattutto quelle che hanno portato alla vittoria in Europa League. Peccato per lo sponsor che, come da disposizioni UEFA, per le partite delle coppe non si possano utilizzare nomi commerciali e quindi l’impianto viene indicato semplicemente come Stadio di Bergamo. 

In ogni caso la Gewiss si è garantita una buona dose di visibilità a livello continentale con una spesa contenuta, circa 700mila euro a stagione.

La New Balance Arena fino al 2031

Nel febbraio 2022 però per l’Atalanta è iniziata una nuova era, in seguito all’acquisizione del 55% delle quote del club da parte di una cordata statunitense, rappresentata da Stephen Pagliuca, co-proprietario dei Boston Celtics. E se la gestione sportiva è stata saggiamente lasciata nelle mani della famiglia Percassi (che mantiene comunque il 45% delle quote), la proprietà ha cominciato a lavorare a livello amministrativo. 

Non sorprende dunque che per il nome dello stadio, al termine dell’accordo con la Gewiss, sia arrivata una sponsorizzazione decisamente al rialzo, peraltro proveniente proprio dagli USA. Dall’inizio della stagione 2025 e fino al 2031 l’impianto della Dea sarà infatti chiamato New Balance Arena, con l’azienda che ha sede a Boston che è anche il nuovo fornitore tecnico della squadra. 

Contratto dunque di sei anni, come quello precedente, ma che permette all’Atalanta di incassare quasi il quadruplo, con circa 2,4 milioni di euro a stagione per la possibilità per la New Balance di dare il nome allo stadio di Bergamo.

Stadio Bergamo

Non solo Atalanta

Complici tutte queste novità, negli ultimi anni ha fatto capolino a Bergamo la nazionale italiana, che pure già aveva giocato nell’allora Comunale nel 1987 e nell’Atleti Azzurri d’Italia nel 2006. L’impianto è stato cornice di uno dei match più particolari degli Azzurri degli ultimi anni, l’incontro di Nations League contro i Paesi Bassi dell’ottobre 2020. In quella partita, giocata nel bel mezzo della crisi sanitaria globale, sugli spalti erano presenti medici e amministratori locali della provincia di Bergamo, una delle più colpite dalla pandemia. 

Di recente, la nazionale è tornata in città per il match di qualificazione ai mondiali 2026 contro l’Estonia, vinto per 5-0. 

Tra le squadre che nel corso dei decenni hanno usato lo stadio di Bergamo ci sono altre realtà locali come la Virescit Boccaleone (tra il 1984 e il 1982), l’Alzano Virescit (nella sua unica stagione in Serie B, 1999/2000) e l’AlbinoLeffe (tra il 2003 e il 2019). 

Piccole grandi appendici nella storia di un impianto che però è legato a doppio filo all’anima dell’Atalanta e della città stessa.

*La terza foto dell'articolo è di Giacomo Carminati.

Di Francesco Cavallini

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