Nuovo Presidente FIGC: la presidenza della Federazione Italiana Giuoco Calcio è un ruolo allo stesso tempo molto ambito e parecchio stressante. 

Sovrintendere a tutto ciò che riguarda il calcio italiano, una delle principali passioni del Paese ma anche un settore parecchio importante della nostra economia, non è semplice come si potrebbe pensare. E oltre alla gestione economica e sportiva del sistema calcio, il presidente FIGC deve preoccuparsi anche dei risultati, perché succede spesso che quando la Nazionale traballa, a via Allegri saltano teste.

È accaduto nel 2014, con le dimissioni di Giancarlo Abete dopo l’eliminazione al primo turno della Coppa del Mondo, in quella che, tra l'altro, è l'ultima Italia ai Mondiali, ma anche nel 2017, quando il mancato approdo alla fase finale russa ha portato all’addio di Carlo Tavecchio. 

Chi sostituirà Gravina

In qualche modo è andata meglio a Gabriele Gravina, eletto nel 2018 e rieletto nel 2021 e nel 2025. 

L’ex numero uno del Castel di Sangro ha preso in mano la FIGC e ha subito ottenuto risultati, con la vittoria da assoluta outsider per le Quote Calcio, del Campionato Europeo 2021 da parte degli Azzurri, qualche mese dopo la sua rielezione. Un risultato che ha portato alla sua conferma anche nel 2025, nonostante nel 2022 l’Italia abbia mancato per la seconda volta la qualificazione ai Mondiali. 

Quando però le assenze consecutive sono diventate tre, Gravina non ha potuto evitare le dimissioni, portando a nuove elezioni.

Presidente FIGC 2026

E considerando che alla guida della Federcalcio ci vuole un profilo forte, che conosca lo sport ma sia anche in grado di gestire e guidare la politica per quello che riguarda il pallone, subito in molti hanno fatto il nome di Giovanni Malagò. Del resto già nel 2018 l’ex presidente del CONI, numero uno dello sport italiano dal febbraio 2013 al giugno 2025, era stato chiamato a risolvere la crisi del calcio tricolore dopo le dimissioni di Tavecchio, ricoprendo il ruolo di commissario straordinario della Lega di Serie A. 

Dunque, una persona che conosce la situazione reale del pallone italiano e che comunque nel corso degli anni ha avuto possibilità di lavorare con la politica, tra amministrazioni locali e governo. Malagò ha accettato l’investitura e nel maggio del 2026 ha depositato la sua candidatura alla presidenza della FIGC, sostenuta dalla Lega di Serie A, dalla Lega di Serie B, dall’Associazione Italiana Calciatori e dall’Associazione Italiana Allenatori di Calcio. 

A Giovanni Malagò, vero e proprio benefattore dello sport azzurro, si devono tante delle medaglie olimpiche che ci hanno fatto esultare nelle ultime edizioni dei giochi, estive ed invernali! Non essendo disponibile Beppe Marotta, Malagò rappresenta, per distacco, la migliore soluzione!

L’altro candidato alle elezioni, che si sono svolte il 22 giugno, è l’ex presidente FIGC Abete, che è stato sostenuto dalla Lega Nazionale Dilettanti, di cui è attualmente ancora presidente.

Nuovo Presidente FIGC

Elezioni FIGC giugno

Ma come funzionano le elezioni FIGC? Le diverse componenti hanno un peso diverso nel voto a seconda della loro percentuale di rappresentanti in assemblea.

  • La Lega di Serie A ha il 18% dei votanti;

  • La Lega di Serie B rappresenta il 6%;

  • La Lega Pro pesa per il 12%;

  • La Lega Nazionale Dilettanti è il maggiore stakeholder con il 34%;

  • L’Assocalciatori (AIC) gestisce il 20%;

  • L’Assoallenatori (AIAC) pesa, infine, per il 10%.

Il 22 giugno Malagò è eletto nuovo Presidente FIGC

Come prevedibile, Giovanni Malagò ha ottenuto l’elezione a presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio. E a ben vedere i numeri che lo hanno portato a ricoprire il ruolo apicale del pallone tricolore, va a finire che il problema maggiore per l’ex presidente del CONI in tutta la campagna elettorale sono state le polemiche sulla sua possibile ineleggibilità. 

Malagò ha infatti ottenuto quasi il 70% dei voti nell’assemblea federale, a fronte del 29% del suo avversario, l’ex presidente FIGC Giancarlo Abete, e di un 2% circa di schede bianche. Cifre che vanno al di là degli schieramenti di partenza, visto che Malagò sostenuto da Lega di Serie A, Lega di Serie B, Assocalciatori e Assoallenatori, era accreditato di un 54% dei voti totali. 

Dunque, è arrivato quasi un 15% in più per Malagò, che evidentemente non solo ha convinto la componente che non si era schierata, ovvero la Lega Pro, ma che ha anche ricevuto il voto di qualche rappresentante del fronte opposto.
 

Il programma di Malagò

Come previsto dal regolamento, al momento della sua candidatura Malagò ha anche presentato il suo programma strategico, un documento di 23 pagine che segnala cinque obiettivi primari per il mandato presidenziale:

  1. Rendere più competitivo il calcio italiano sul piano internazionale.

  2. Rafforzare la sostenibilità del sistema.

  3. Avviare una politica nazionale sulle infrastrutture.

  4. Ricostruire la filiera del talento italiano.

  5. Trasformare e modernizzare la Federcalcio.

Dal punto di vista dei punti fondamentali per realizzare questi obiettivi, si possono individuare tre pilastri del programma di Malagò.

  • Reintroduzione del Decreto Crescita: richiesta al Governo di reintrodurre strumenti fiscali che permettano ai club di tornare ad attrarre calciatori importanti dall’estero e di aumentare così la qualità tecnica della Serie A.

  • Cancellazione del divieto di pubblicità per le scommesse sportive: su questo punto Malagò raddoppia, perché punta a liberare un settore che all’estero è molto importante per quantità di investimenti e sponsorizzazioni, ma allo stesso tempo anche a ottenere dallo Stato una percentuale (che si aggira sull’1%) dei proventi delle puntate, che grazie alla fine del divieto dovrebbero aumentare. Così facendo, si otterrebbe una cifra superiore ai 150 milioni di euro a mettere a disposizione della Federazione.

  • Valorizzare i vivai e migliorare le infrastrutture: il terzo punto critico è legato al secondo, perché i fondi andrebbero dirottati sulla filiera di base, migliorando le infrastrutture dei vivai e andando a premiare i club che puntano sui giovani, per provare a restituire alle nazionali giovanili e a quella maggiore nuova linfa e un numero maggiore di calciatori da crescere e sviluppare

Insomma, una serie di soluzioni apparentemente semplici a temi parecchio complessi. 

Ma i risultati della cura Malagò per lo sport italiano, tornato tra i favoriti anche nel Medagliere Olimpico, sono sotto gli occhi di tutti. 

L’ex presidente del CONI riuscirà a salvare anche il pallone? Questo lo sapranno dire solo il tempo e soprattutto i risultati…

Nuovo Presidente FIGC - FAQs

D: Quando si sono svolte le elezioni per la presidenza della Federazione Italiana Giuoco Calcio?
R: Le elezioni per scegliere il nuovo presidente della FIGC sono state effettuate il 22 giugno 2026.

D: Chi erano i candidati alla presidenza della FIGC?
R: I due candidati alla presidenza sono l’ex presidente del CONI Giovanni Malagò e Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti e già numero uno della FIGC tra 2007 e 2014.

D: Come influiscono le diverse componenti del calcio italiano nel voto per il presidente della FIGC?
R: Le diverse componenti influiscono a seconda del loro peso in assemblea, con la Lega Serie A che pesa per il 18, la B per il 6%, la Lega Pro per il 12%, la Lega Nazionale Dilettanti per il 24%, l’Assocalciatori per il 20% e l’Assoallenatori per il 10%.

D: Quali componenti hanno sostenuto la candidatura vincente di Giovanni Malagò?
R: Con quasi il 70% di voti validi, Malagò ha ottenuto il supporto di Lega A, Lega B, Assocalciatori e Assoallenatori.

D: Cosa prevede per il calcio italiano il programma di Giovanni Malagò?
R: Gli obiettivi principali sono la competitività del calcio italiano a livello internazionale, la sostenibilità del sistema, una politica per le infrastrutture, la ricostruzione della filiera del talento e la modernizzazione della Federazione. Gli strumenti principali previsti dal programma sono la reintroduzione del Decreto Crescita, lo stop al divieto di pubblicità per le scommesse sportive e la valorizzazione dei vivai.


*Le immagini dell'articolo sono distribuite da Alamy. Ultimo aggiornamento 22 giugno 2026.
 

Di Francesco Cavallini

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