GP Monza 2026: tra le gare in programma nel calendario del Mondiale di Formula 1, sono poche quelle che possono competere con il GP d’Italia per fascino e storia. 

L’Autodromo nazionale di Monza, inaugurato nel 1922 e che ha ospitato il Gran Premio d’Italia in 91 delle sue 96 edizioni (le altre cinque si sono tenute a Montichiari nel 1922, a Livorno nel 1937, a Milano nel 1947, a Torino nel 1948 e a Imola nel 1980), è uno dei templi della velocità mondiale. 

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Monza il tempio della velocità

Anzi, dopo le sostanziali modifiche al tracciato di Silverstone, Monza è diventata la pista più veloce del Circus, con il giro più veloce di sempre (realizzato da Max Verstappen nelle prove del 2025) a una media di 264,681 km/h. 

Se a questo si aggiunge la storicità del GP, che è quello che si è svolto più volte all’interno del Mondiale (75 edizioni, quella 2026 sarà la numero 76) quasi sempre a inizio settembre, si capisce come Monza abbia un posto particolare nel cuore degli appassionati di Pronostici Formula 1. Che di certo, all’annuncio dei calendari, hanno segnato in rosso il weekend tra il 4 e il 6 settembre 2026.

Le caratteristiche del circuito di Monza

Ma cosa porta all’Autodromo nazionale di Monza il soprannome di tempio della velocità? Di certo un tracciato fatto di lunghi rettilinei, ma soprattutto di curve a lunga percorrenza, che non costringono dunque i piloti a frenate eccessive. Se si escludono alcune varianti, i 5,1 km di tracciato vengono percorsi quasi sempre con il piede sull’acceleratore. 

La curva Biassono (già detta Curvone in passato) si prende in piena accelerazione e anche le due curve di Lesmo (destra-destra), che portano a un’inversione complessiva di quasi 180 gradi, non sono esattamente curve lente, dato che sono affrontate a circa 175 km/h. 

GP Monza 2026

La curva del Serraglio è quasi strano definirla tale, visto l’ampio raggio e il fatto che si trova in discesa, mentre la parabolica, intitolata al compianto Michele Alboreto, si affronta in quarta a 190 km/h dopo essere arrivati ai 340 a fine rettilineo. 

Dunque, un tracciato che non lascia un attimo di respiro, nè ai piloti nè tanto meno alle vetture. Al punto che le configurazioni dell’aerodinamica e soprattutto alcune componenti del motore vengono messe a punto appositamente solo per Monza, viste le pesanti sollecitazioni continue che la pista offre a tutti i comparti macchina.

GP Monza

L’albo d’oro del Gran Premio d’Italia

L’albo d’oro del Gran Premio d’Italia offre una serie di curiosità, anche perchè il fatto che si corre dal 1922 implica che diverse edizioni sono esterne al Mondiale di Formula 1, nato nel 1950. I piloti con il maggior numero di vittorie sono, poco sorprendentemente, anche i due primatisti per numero di mondiali vinti, ovvero Michael Schumacher e Lewis Hamilton, con cinque trionfi. Il Kaiser si è imposto sempre in Rosso Ferrari (1996, 1998, 2000, 2003 e 2006), mentre il britannico ha ottenuto una vittoria in McLaren (2012) e le altre in Mercedes (2014, 2015, 2017, 2018). 

A quattro vittorie c’è Nelson Piquet, mentre a tre vittorie c’è un nutrito gruppo di piloti che comprende Juan Manuel Fangio, Alain Prost, Rubens Barrichello, Sebastian Vettel e Max Verstappen. Tra questi, due situazioni particolari, come quella di Tazio Nuvolari, tre volte vincitore negli anni Trenta, e Alberto Ascari, unico in grado di imporsi prima dell’avvento della Formula 1 (1949) e anche quando il Mondiale esisteva già (1951 e 1952). 

A proposito di Ascari, il milanese ha firmato due delle quattro vittorie di un pilota italiano a Monza, con le altre due che sono andate a Nino Farina (1950) e a Ludovico Scarfiotti (1966), che resta così l’ultimo driver tricolore ad aver trionfato all’Autodromo nazionale di Monza. 

Le Ferrari hanno trionfato 20 volte a Monza

E le vetture? La Ferrari, neanche a dirlo, fa la parte del leone con 20 vittorie, ma non sorprende che due scuderie sempre molto votate alla velocità come McLaren e Mercedes siano sul secondo (11) e sul terzo (7) gradino del podio. Tra le altre squadre plurivincitrici vanno citate la Williams (6), la Lotus (5) e la Red Bull (5), ma anche la Maserati (che si è imposta 2 volte). 

E c’è spazio anche per ricordare l’Alfa Romeo, che ha vinto la prima edizione valida per il mondiale con alla guida proprio Farina. Allo stesso modo i motori Ferrari sono i più vincenti del lotto (21 trionfi), seguiti da quelli Mercedes (13 vittorie).

1. Con il successo a Monza nel 2008 Vettel diventa grande

In un circuito così storico è logico che nel corso dei decenni ci siano state tantissime edizioni iconiche, alcune delle quali anche abbastanza recenti. Una che certamente ha contribuito a scrivere la storia del nuovo millennio è quella del 2008. A vincere è un ragazzo tedesco di nome Vettel, che all’epoca guida una Toro Rosso motorizzata Ferrari. 

Il teutonico realizza un capolavoro nelle prove sotto la pioggia, che continua a cadere incessante anche il giorno della gara. Lo show più incredibile è di Hamilton, partito quindicesimo, ma il ventunenne Vettel non si fa spaventare dalla possibilità del primo successo, peraltro in condizioni di pista pessime, e porta a casa, da underdog assoluto per le quote F1, il GP a 21 anni, il primo di una lunga e vincente carriera. 

2. La sorpresa Gasly

Una vittoria altrettanto inattesa la ottiene nel 2020 il francese Pierre Gasly, su Alpha-Tauri. Il transalpino parte decimo (con Hamilton in pole), ma sfrutta una serie di eventi (safety car e poi bandiera rossa per un incidente di Charles Leclerc, più penalità per Hamilton e altri) e riesce a rintuzzare gli attacchi di Carlos Sainz negli ultimi giri per la sua prima e finora unica vittoria nel Mondiale. 

E parlando di Leclerc, non si può non citare il GP d’Italia 2019. 

3. La prima volta di Leclerc a Monza

Il monegasco è reduce dal suo primo successo in carriera (a Spa, nel GP precedente) e fa segnare la pole position, partendo al palo. La gara è complicatissima per il ferrarista, che ha dietro le Mercedes di Hamilton e soprattutto di Valtteri Bottas, molto più performanti sul tracciato veloce di Monza. 

Ma nonostante una battaglia con il britannico e la presenza costante del finlandese sotto il secondo di distacco, Leclerc tiene la testa fino alla fine e ottiene il primo dei due successi nel GP tricolore, con il secondo arrivato nel 2024.

La F1 a Monza almeno fino al 2031

Insomma, il GP a Monza è decisamente iconico. Eppure, con una certa costanza, bisogna lottare per tenerlo in calendario. Ma per fortuna, il recente accordo tra ACI e FIA ha portato alla conferma del Gran Premio d’Italia all’Autodromo nazionale di Monza fino al 2031. Per la gioia di tanti appassionati, non solo italiani!

* L'immagine di apertura dell'articolo è distribuita da Alamy; quella centrale da Adobe. 

Di Francesco Cavallini

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