Skeleton Regole: non sarà celebre come il bob o lo slittino, ma ai Giochi Olimpici 2026 in Italia, a Milan e Cortina, sarà presente anche lo skeleton.
Una disciplina che, spiegata nella maniera più semplice possibile, può essere definita uno slittino a faccia avanti.
Skeleton Regole
A differenza dello slittino, infatti, l’atleta è sdraiato in posizione prona e scivola sulla pista a testa in giù, controllando lo skeleton (una slitta con telaio in acciaio) attraverso i movimenti del corpo. A causa di questa posizione poco aerodinamica, lo skeleton è il più lento dei tre sport “di scivolamento”, ma questo non significa che le velocità di punta siano basse, visto che si raggiungono anche i 130 km all’ora.
Le gare sono sono suddivise in manche e vince chi ha il tempo più basso. La manche comincia con una fase di spinta, in seguito alla quale l’atleta si posiziona sullo skeleton per effettuare la discesa.
Lo Skeleton ai Giochi Olimpici
Lo skeleton è disciplina olimpica, sia maschile che femminile, ininterrottamente dal 2002, ma in realtà le sue prime apparizioni a cinque cerchi risalgono a quasi un secolo prima. Sia ai Giochi Olimpici del 1928 che a quelli del 1948, si è infatti disputata solamente la gara maschile. E non sorprende che entrambe le edizioni dei giochi in questione si siano disputate a Sankt Moritz, in Svizzera, patria della disciplina, considerando che per molti anni il paese elvetico era l’unico in cui si svolgessero regolarmente gare di skeleton.
Ma poi, in seguito alla nascita dei campionati mondiali nel 1982 (anche questi, chiaramente, organizzati a Sankt Moritz per le prime due edizioni) è poi stato reintrodotto nel programma a partire da Salt Lake City 2002 e da allora si sono sempre assegnate le medaglie per entrambi i sessi.
A livello maschile il medagliere Olimpiadi invernali generale premia gli USA e il Canada, che hanno vinto due volte l’oro (1928 e 2002 gli statunitensi e 2006 e 2010 i canadesi), ma c’è anche spazio per la vittoria azzurra firmata Nino Bibbia a Sankt Moritz nel 1948. Nel medagliere femminile spicca invece la Gran Bretagna, che non solo ha vinto tre volte consecutive l’oro tra 2010 e 2018, ma che può anche vantare l’unica atleta in grado di imporsi in due edizioni consecutive dei Giochi, Elizabeth Yarnold, vincitrice sia a Sochi nel 2014 che a Pyeongchang nel 2018.
I favoriti per la gara di Skeleton a Cortina
Per quanto riguarda l’edizione 2026, quella che si tiene a Milano e Cortina d’Ampezzo, si può provare a individuare chi saranno i grandissimi protagonisti. A livello maschile, a giudicare dalle ultime annate, le due medaglie più preziose se le dovrebbero giocare due britannici, Matt Weston e Marcus Wyatt.
Weston è il super favorito per i pronostici delle quote sportive, in virtù di due coppe del mondo consecutive vinte e di una serie di piazzamenti a podio durata praticamente tutta la scorsa stagione, mentre Wyatt ha concluso la scorsa edizione della coppa al secondo posto.

Ma attenzione a non dimenticare il campione uscente, il tedesco Christopher Groother. Il teutonico, medaglia d’oro a Pechino 2022, punta a diventare il primo uomo in grado di centrare il bis. E anche il terzo posto nell’ultima Coppa del Mondo non deve trarre in inganno, visto che Groother era partito benissimo, vincendo le prime quattro gare, per poi. farsi rimontare e superare dai colleghi britannici.
Che duello tra le Regine dello Skeleton
A livello femminile invece l’oro potrebbe essere una questione tra l’austriaca Janine Flock e l’olandese Kimberley Bos. Del resto si tratta delle ultime due vincitrici della Coppa del Mondo, trofeo che entrambe hanno conquistato due volte con altrettanti secondi posti in bacheca. L’olandese ha anche ottenuto il bronzo ai Giochi Olimpici di Pechino nel 2022, edizione in cui ha trionfato la tedesca Hannah Neise.
La teutonica però è rimasta abbastanza in ombra nelle ultime stagioni, chiudendo al terzo posto la coppa del Mondo 2025 ma senza mai vincere neanche una gara. Attenzione alle outsider però, perchè a differenza del panorama maschile le gare femminili sono più equilibrate e non mancano le vittorie a sorpresa, come dimostrano ben sei diverse vincitrici su otto gare di Coppa nella scorsa stagione.
Gli Azzurri nello Skeleton
E l’Italia? Considerando che si gioca in casa, lecito aspettarsi prestazioni importanti dalla squadra azzurra che, come detto, nella storia dello skeleton ai Giochi Olimpici può vantare una sola medaglia, quella di Bibbia nel 1948.
Le speranze italiane sono tutte sulle spalle rispettivamente di Amedeo Bagnis e Valentina Margaglio. Bagnis è stato l’unico azzurro che nella Coppa del Mondo 2024/25 è riuscito a centrare un podio, con il terzo posto a Sankt Moritz dietro Weston e Grotheer. Il vercellese, classe 1999, è anche entrato nella top 15 della classifica di coppa, assieme al compagno di nazionale Mattia Gaspari. Tra gli uomini sembra abbastanza complicato scalfire il dominio dei britannici e di Grotheer.
Con le donne però è tutta un’altra storia, anche perchè Margaglio è reduce da una stagione complicata, ma ha pur sempre ottenuto un terzo posto nella classifica di Coppa del Mondo 2023/24, dietro a Bos e alla belga Meyelemans, portando a casa due secondi posti nelle gare di Innsbruck e Sankt Moritz. Dunque, sulla pista Eugenio Monti di Cortina, la speranza è quella di poter competere per una medaglia.
La gara di Coppa sulla pista olimpica
A proposito, la Coppa del Mondo 2025/26 è iniziata proprio sul tracciato che ospiterà la gara per le medaglie a cinque cerchi. E un’occhiata ai risultati può dire di più sulle possibilità di vittoria degli atleti a febbraio 2026. La gara maschile, poco sorprendentemente, l’ha vinta Weston, davanti all’austriaco Samuel Mayer e al cinese Yin Zheng. Non bene gli italiani, con il migliore che è stato Gaspari, diciassettesimo, seguito da Bagnis (diciannovesimo) e da Giovanni Marchetti, arrivato ventunesimo.
La gara femminile ha invece parlato tedesco, con la vittoria di Jacqueline Pfeifer, seguita da Niese e Meyelemans. La prima azzurra in classifica è stata Alessandra Fumagalli, nona, con Margaglio che si è invece piazzata quattordicesima. Insomma, non esattamente i migliori auspici in vista di Milano/Cortina 2026, ma è anche vero che i valori possono cambiare e che in un paio di mesi tutto può essere rimesso in discussione. Anche perchè, si sa, la gara olimpica fa sempre storia a se!
