Quote Indian Wells: nel mondo del tennis, marzo significa il via alla stagione dei Masters 1000. E il primo è quello che si gioca a Indian Wells, California, dal 1 al 15 marzo 2026.
Come sempre, il torneo sul cemento dell’Indian Wells Tennis Garden potrà servire come cartina tornasole non solo della forma dei protagonisti su questa superficie, ma in generale di come i migliori giocatori al mondo approcceranno il periodo più caldo della stagione.
Quote Indian Wells: i favoriti
Sembra scontato dirlo, ma i grandi favoriti per il torneo di singolare maschile sono i due dominatori delle ultime stagioni, Carlos Alcaraz (già due volte vincitore) e il nostro Jannik Sinner., rispettivamente per le Quote Antepost tennis William Hill @2.15 e 2.60.
Ma attenzione, perché si parla di una tappa del circuito che a volte sa riservare sorprese…
I partecipanti al torneo maschile sono 96, con le 32 teste di serie che ricevono un bye al primo turno e dunque entrano in scena direttamente al secondo.
In California iscritti i primi 17 al Mondo I primi 17, tra l’altro, sono anche i primi 17 della classifica mondiale, con le teste di serie dall’1 all’8 che sono il numero 1 Alcaraz, Sinner, Novak Djokovic, Alexander Zverev, leggermente favorito dalle quote William Hill tennis nel suo segmento di tabellone, Lorenzo Musetti, Alex de Minaur, Taylor Fritz e Ben Shelton.
Sinner e Musetti non sono però gli unici italiani in tabellone, perché nel seed c’è anche Luciano Darderi (testa di serie numero 20), mentre dal primo turno partono anche Francesco Maestrelli (qualificato), Matteo Arnaldi, Mattia Bellucci e Matteo Berrettini, mentre Lorenzo Sonego ha dato forfait.

Indian Wells 2026: il montepremi
La battaglia si preannuncia molto agguerrita, anche perché il BNP Paribas Open offre premi in denaro molto interessanti. Il vincitore del singolare maschile intasca infatti 1,2 milioni di dollari (paradossalmente meno di chi vince la versione WTA, che ne incassa 1,5), chi perde la finale si ferma a poco meno di 650mila dollari, mentre chi si ferma in semifinale porta a casa 350mila dollari.
Poi si scende, con i 200mila per i quarti di finale, i 110mila per gli ottavi, i 64mila per il terzo turno, i 37mila per il secondo e i 25mila che riceve chi entra nel tabellone principale.
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Indian Wells Tennis Garden: i punti ATP in palio
A livello di ranking ATP, visto che si parla di un Masters 1000, il vincitore del torneo si aggiudica appunto 1000 punti e chi perde in semifinale ne mette in cascina 650. Il resto dei punteggi cambia a seconda della specialità (singolare, doppio, maschile o femminile), con la progressione del torneo maschile che assegna 400 punti ai semifinalisti, 200 a chi si ferma ai quarti, 100 a chi perde agli ottavi, 50 per i sedicesimi, 30 per il secondo turno e 10 per il primo.
Dunque Draper, campione uscente, difende 1000 punti, mentre il finalista dello scorso anno, Holger Rune, non partecipa e quindi perderà i 650 punti conquistati nel 2025. Per quanto riguarda i due contendenti per la vetta, Alcaraz deve difendere i 400 punti della semifinale, mentre per Sinner ci sarà solo da guadagnare, visto che lo scorso anno non ha preso parte al torneo perché si è disputato durante la sua sospensione.
Quali sono i tornei di tennis Masters 1000
Indian Wells fa dunque parte del ristretto numero dei Masters 1000, quei tornei ATP che offrono il maggiore punteggio nel ranking dopo i quattro tornei del Grande Slam (Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e US Open), che di punti al vincitore ne assegnano 2000, e le ATP Finals, in cui un campione che vince tutte le partite in programma può arrivare a 1500 punti.
I Masters 1000 stagionali sono 9: Indian Wells, Miami, Monte-Carlo, Madrid, gli Internazionali d’Italia a Roma, il Canadian Open (l’unico che non ha una sede fissa, ma che si svolge un anno a Montreal e l’altro a Toronto), gli Shanghai Masters e i Paris Masters.
Difficile dire quale dei nove sia il più importante, perché il Sunshine Double (Indian Wells e Miami) ha il suo fascino, così come una tappa storica come il Principato di Monaco. Se però gli Internazionali d’Italia hanno il soprannome di “quinto Slam” (con tanto di intenzione della federazione italiana di trasformare il soprannome in realtà), un motivo c’è e quindi quello di Roma tende a essere considerato il più importante del lotto.
L'albo d'oro di Indian Wells
Le edizioni già concluse del torneo sono 51, con la prima che si è tenuta nel 1974 e che è stata vinta dall’australiano John Newcombe. Il numero massimo di successi di un solo tennista è di 5, raggiunto da due dei tre Big Three, Novak Djokovic e Roger Federer.
Entrambi hanno vinto anche tre edizioni consecutive (rispettivamente tra 2004 e 2006 e tra 2014 e 2015), mentre lo svizzero detiene anche il primato per il maggior numero di finali, 9, di match giocati, 79, di partite vinte, 66, e di edizioni disputate (18), oltre a essere il vincitore più vecchio, con il più giovane che invece è Boris Becker.

Negli ultimi anni i vincitori sono stati Cameron Norrie (2021), Fritz (2022), due volte Alcaraz (2023 e 2024) e Draper, mentre nella storia del torneo mancano all’appello i giocatori italiani. Non solo nessun alfiere tricolore ha mai vinto in California nel singolare maschile, ma l’Italia non è mai stata neanche rappresentata in finale. Discorso diverso per le donne, con la vittoria di Flavia Pennetta nel singolare nel 2014.
Indian Wells 2026: a quale temperatura si giocherà
Uno dei problemi principali di Indian Wells, che il torneo californiano condivide comunque con altre tappe del circuito, è il caldo. Perché si giocherà anche a inizio marzo, ma questo conta relativamente poco quando ci si trova nel bel mezzo del deserto, in una zona completamente dominata dall’anticiclone per grandissima parte dell’anno. Basterebbe pensare che la temperatura più alta mai raggiunta nel mese di marzo durante il torneo di Indian Wells è di 40 gradi e che la media giornaliera può addirittura aggirarsi sui 27 gradi.
Ma proprio perché il clima è desertico, ci sono altri due elementi da non sottovalutare: il vento e l’escursione termica. Le raffiche arrivano a 70 km/h e spesso e volentieri creano parecchi problemi di traiettoria a chi gioca, arrivando anche a fermare del tutto la pallina. E poi quando il sole cala, la temperatura crolla e non è raro vedere gli spettatori in tribuna dover ricorrere alle coperte.
Un qualcosa che va anche a impattare chi è in campo, soprattutto nei match che si disputano al tramonto. Dunque, condizioni estreme, da un lato e dall’altro, che però rappresentano parte del fascino di questo torneo.
*Le indicazioni delle quote sono aggiornate alla data di pubblicazione e suscettibili di variazioni; i pronostici devono intendersi come semplici consigli!
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