Palloni d'Oro Serie A: la scelta del Milan di puntare su Luka Modric, dopo che il croato si è svincolato dal Real Madrid, ha certamente fatto discutere. Del resto si parla di un calciatore che sta per compiere 40 anni, in un calcio in cui il fisico conta sempre di più. Eppure nelle ultime stagioni il centrocampista ha comunque fatto la fortuna dei Blancos, di cui è il calciatore più titolato con 28 trofei vinti al Bernabeu. 

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Dunque, meglio mostrare un po’ di rispetto per chi nel 2018 ha vinto il Pallone d’Oro, interrompendo un decennio dominato da Leo Messi e Cristiano Ronaldo. Eh già, il croato è quindi l’ennesimo calciatore che ha vinto il premio di France Football a giocare in Serie A. La storia ne è piena, anche se in situazioni diverse. 

C’è chi, come il neo rossonero, primo marcatore per le scommesse live in Milan - Bologna, è arrivato dalle nostre parti dopo averlo vinto, chi l’ha sollevato mentre giocava in Italia e chi addirittura è passato per la Serie A prima di assicurarsi il titolo di miglior giocatore d’Europa…

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I primi premiati passati dall'Italia

Si comincia con Luis Suarez, che nel 1960 vince il Pallone d’Oro con la maglia del Barcellona. Nell’estate 1961 Luisito si trasferisce alla corte di Angelo Moratti e di Helenio Herrera, diventando il faro della Grande Inter. 

Dopo quasi un decennio in nerazzurro, condito tra le altre cose da tre scudetti e due Coppe dei Campioni, chiude l’esperienza in Italia con un triennio alla Sampdoria. Il primo calciatore a vincere il premio giocando in Italia è invece Omar Sivori, che se lo aggiudica nel 1961 da giocatore della Juventus. Cabezon passa nel nostro paese 12 stagioni tra Juventus e Napoli, vincendo tre scudetti in bianconero e indossando anche la maglia della Nazionale. 

Nel 1964 il Pallone d’Oro lo vince Denis Law, scozzese del Manchester United. Che è il primo ad averlo vinto dopo aver giocato in Italia, visto che nel 1961 è arrivato al Torino, rimanendo però una sola stagione in granata prima di tornare in Gran Bretagna e trasferirsi alla corte di Sir Matt Busby. 

Gli anni Sessanta si chiudono con Gianni Rivera, che vince il Pallone d’Oro 1969 con la maglia del Milan. Su di lui, Golden Boy del calcio italiano, davvero poco da dire: due stagioni all’Alessandria e 19 in rossonero, vincendo tre campionati e due Coppe dei Campioni.

Negli anni '80 il Pallone d'Oro è sinonimo di Serie A

Poi si salta a piè pari agli anni Ottanta, con il vincitore delle edizioni 1980 e 1981 del premio. Karl-Heinz Rummenigge si impone come calciatore del Bayern Monaco, ma tra il 1984 e il 1987 è un giocatore dell’Inter, senza però riuscire a sollevare nessun trofeo in nerazzurro. 

Discorso diverso per Paolo Rossi, Pallone d’Oro 1982 nell’anno del Mundial azzurro. Pablito vince da calciatore della Juventus, ma ha anche giocato con Como, Vicenza, Perugia, Milan e Verona, mettendo in bacheca tra le altre cose due campionati e una Coppa dei Campioni in bianconero. 

Palloni d'Oro Serie A

A proposito di Juventus, le edizioni 1983, 1984 e 1985 sono un monologo in francese, firmato Michel Platini. 

Le Roi è il primo a imporsi per tre anni di fila, sempre in bianconero, in un periodo in cui tra le altre cose vince due scudetti e una Coppa Campioni. Dopodichè, arrivano gli olandesi. Il primo è Ruud Gullit, che vince il premio nel 1987 appena dopo essere passato al Milan. Dopo gli anni di gloria in rossonero (tre campionati, due Coppe Campioni), passa anche per la Sampdoria. 

Il compagno di squadra Marco van Basten fa tris (1988, 1989 e 1992) sempre in rossonero, vincendo anche un campionato in più di Gullit nonostante un infortunio che praticamente gli fa finire la carriera a neanche trent’anni.

Anche nei Novanti l'Italia domina 

Gli anni Novanta sono quelli dell’en-plein, in cui tutti i vincitori del premio hanno giocato in Italia. Il decennio si apre con Lothar Matthaus, che vince i Mondiali del 1990 e il premio da giocatore dell’Inter. In quattro stagioni in nerazzurro il Panzer vince uno scudetto e una Coppa UEFA prima di tornare in patria.

L’edizione 1991 se la aggiudica Jean-Pierre Papin, centravanti del Marsiglia. Un anno dopo arriva in Italia, al Milan, giusto in tempo per vincere due campionati e una Champions League in rossonero. Il 1993 è l’anno del trionfo di Roberto Baggio, all’epoca alla Juventus. 

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Che dire del Divin Codino? Vicenza, Fiorentina, Juventus, Milan, Bologna, Inter e Brescia, in teoria un giocatore di nessuno, in pratica il campione di tutti. Per lui pochi trofei in bacheca (due campionati, con Juventus e Milan, una Coppa UEFA e una Coppa Italia in bianconero), ma in compenso l’amore di tutta Italia ma non solo. Il Pallone d’Oro 1994 è il bulgaro Hristo Stoichkov, all’epoca al Barcellona, ma che farà una brevissima comparsata in A con la maglia del Parma prima di andarsene per problemi con la società. 

Nel 1995 tocca al primo non europeo a imporsi, il liberiano George Weah. Il centravanti del Milan in quattro stagioni e mezza vince due scudetti in rossonero, diventando un mito.

Persino il vincitore del 1996, Matthias Sammer, libero del Borussia Dortmund, ha la sua esperienza italiana. Il tedesco gioca una sola stagione all’Inter, ma non riesce ad ambientarsi e torna in patria, dove vincerà tutto.

Il Fenomeno e Zizou

Sempre a proposito di Inter, il 1997 è l’anno di Ronaldo. Il Fenomeno arriva a metà anno dal Barcellona e porta il Pallone d’Oro a San Siro. Per lui, che vince il premio anche nel 2002 subito dopo aver lasciato i nerazzurri, in Italia ci sono cinque anni all’Inter e una stagione e mezza al Milan, con come unico trofeo la Coppa UEFA 1998. 

L’anno in cui si impone Zinedine Zidane, calciatore della Juventus e campione del mondo con la Francia. Zizou in Serie A ci gioca cinque stagioni, vincendo due scudetti in bianconero. Il Pallone d’Oro 1999 è il brasiliano Rivaldo, che fa faville con il Barcellona. Qualche anno dopo arriva al Milan, ma si ferma solo una stagione abbastanza deludente, anche se vince una Coppa Italia e una Supercoppa.

Pavel Nedved trionfa nel 2003

Nel 2000 il premio se lo aggiudica Luis Figo, appena reduce dal grande tradimento al Barcellona per passare al Real Madrid. Il portoghese chiude la carriera in Serie A, giocando con l’Inter tra 2005 e 2009, vincendo quattro scudetti in nerazzurro e contribuendo a crescere la generazione che vincerà il Triplete. 

Nel 2003 il Pallone d’Oro è Pavel Nedved, calciatore della Juventus. Il ceco in Italia è di casa, visto che gioca da queste parti dal 1996 fino all’addio al calcio nel 2009 con la Lazio e con i bianconeri. Carriera vincente la sua, con tre campionati (uno in biancoceleste e due a Torino) e diverse coppe, tra cui la Coppa Coppe sollevata dalla Lazio. 

Anche il Pallone d’Oro 2004 gioca in Italia ed è Andrij Shevchenko. Il centravanti lega la maggior parte della sua carriera al Milan, con cui gioca otto stagioni vincendo tra le altre cose uno scudetto e una Champions in rossonero. Nel 2005 si impone Ronaldinho, che dà spettacolo a Barcellona. Anche lui, come Rivaldo, passa per il Milan qualche anno dopo, ma Dinho non riesce a vincere neanche un trofeo, lasciando il Diavolo a inizio 2011, non laureandosi così campione d’Italia qualche mese più tardi.

Cannavaro premiato per tutti gli Azzurri

Il Pallone d’Oro che ha giocato con più squadre italiane è certamente Fabio Cannavaro, che però nel 2006 lo vince come calciatore del Real Madrid. Per lui però ci sono 15 stagioni in A tra Napoli, Parma, Inter, Juventus, anche se vincendo solo una Coppa UEFA, due Coppe Italia e una Supercoppa in Emilia. 

Palloni d'Oro Serie A

L’ultimo Pallone d’Oro della Serie A in ordine di tempo è Kakà, che nel 2007 vince come giocatore del Milan. 

Il brasiliano gioca in rossonero sette stagioni ed è protagonista di di uno scudetto e della Champions 2007.

E parlando di Champions, prima di Modric l’ultimo Pallone d’Oro sbarcato in Italia si chiama Cristiano Ronaldo. Il portoghese ne vince cinque, uno (2008) con il Manchester United e quattro (2013, 2014, 2016 e 2017) con il Real Madrid. 

Nel 2018 si trasferisce clamorosamente alla Juventus e in bianconero gioca tre stagioni, vincendo due scudetti e una Coppa Italia. Un bel viatico per il suo ex compagno di tante battaglie coi Blancos!

Di Ermanno Pansa

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