IL TITOLO PER LE SCUDERIE
Magari, soprattutto agli occhi del semplice appassionato, il mondiale costruttori di Formula 1 non ha lo stesso fascino di quello piloti. Eppure è evidente che la scuderia che si aggiudica la corona iridata è quella che in quella stagione è riuscita ad avere il miglior equilibrio tra le prestazioni della vettura e quelle di chi la guida.
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Dunque, il pilota campione del mondo non sempre è al volante della macchina che vince il titolo costruttori.
Anzi, in attesa di conoscere i verdetti della stagione 2024, l’albo d’oro dice che ben in 11 occasioni la scuderia che ha portato a casa il campionato non è quella che ha fornito il mezzo al pilota campione.
LE REGOLE DEL MONDIALE COSTRUTTORI
Ma come funziona l’assegnazione del titolo costruttori? Le regole sono cambiate negli anni, assieme all’assegnazione dei punti durante le gare.
All’inizio la scuderia si vedeva assegnati solo i punti conquistati dal suo miglior pilota in gara, dunque anche in caso di doppietta si ricevevano solo quelli del primo classificato.
A tal proposito, è molto particolare la stagione 1966, in cui il campione del mondo Jack Brabham riesce nell’impresa di vincere anche il titolo costruttori da solo, perché tra i suoi compagni di scuderia (che non per niente si chiamava proprio Brabham) Chris Irwin non porta a casa neanche un punto, mentre Denny Hulme arriva quarto nel mondiale piloti, ma sempre facendo risultati peggio di Brabham nella singola gara!
Negli anni successivi arriva una nuova formula, in cui per l’assegnazione del campionato contava comunque il miglior risultato di uno dei piloti, ma con la possibilità di scartare dal conteggio un risultato di entrambi i tronconi in cui era suddivisa la stagione.
IL NUOVO REGOLAMENTO DAL 1979
La prima annata con il regolamento attuale, quello che prevede di sommare i punti di entrambi i piloti in gara e senza fare scarti, è quella 1979.
Da quel momento in poi, l’unico adeguamento del regolamento è stato legato a quello della classifica piloti, prima con il cambio dei punteggi assegnati, poi l’aggiunta delle posizioni fino alla decima per la zona punti, il punto bonus per il giro veloce e infine l’introduzione della Sprint.
LA FERRARI 16 VOLTE CAMPIONE
L’albo d’oro del mondiale costruttori ha visto trionfare dal 1958 in poi 15 scuderie diverse. A guidare il gruppo c’è la Ferrari, con 16 vittorie, la prima arrivata nel 1961 e l’ultima nel 2008. Segue la Williams, che tra 1980 e 1997 si è aggiudicata la corona iridata per 9 volte.
Ferme a 8 (ma chissà per quanto) altre due scuderie storiche, la McLaren e la Mercedes, con il team di Woking che ha vinto il primo titolo nel 1974 e l’ultimo nel 1998, mentre le Frecce d’Argento vantano tutte vittorie consecutive tra il 2014 e il 2021 quando correvano da strafavorite!
A 7 tra il 1963 e il 1978 c’è la Lotus, mentre a 6 c’è la Red Bull, che ha vinto per la prima volta nel 2010 e che è campione in carica. Poi si scende di parecchio, con Cooper, Brabham e Renault a quota due titoli e un gruppetto composto da Vanwall, BRM, Matra, Tyrrell, Benetton e Brawn con una sola affermazione.
Se si parla di motori è ancora avanti la Ferrari, con le solite 16 affermazioni, seguita dai propulsori Renault (12), Ford-Cosworth (10), Mercedes (10), Honda (6), Climax (4), Repco (2), TAG Porsche (2), Red Bull (2), Vanwall (1) e BRM (1).
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Infine c’è la classifica per nazionalità, con il Regno Unito che la fa assolutamente da padrone. Le scuderie britanniche che si sono aggiudicate il titolo sono ben 10, per un totale di 33 campionati vinti.
Seguono l’Italia con i 16 titoli targati Ferrari, la Germania con gli 8 della Mercedes, l’Austria con i 6 della Red Bull e la Francia, con 3 titoli conquistati da Matra (1) e Renault (2).
STATISTICHE DEL MONDIALE COSTRUTTORI
Il primato di vittorie consecutive spetta alla Mercedes, campione per 8 volte tra 2014 e 2021. Tra le altre statistiche interessanti c’è il fatto che la Ferrari è la scuderia che ha vinto più volte, 5, il mondiale costruttori pur non portando a casa quello piloti (è avvenuto nelle stagioni 1976, 1982, 1983, 1999 e 2008).
Di contro la McLaren è esperta nel vincere il titolo piloti senza ottenere quello costruttori, una cosa avvenuta in quattro stagioni (nel 1976, 1982, 1983 e 1999), in tutti e quattro i casi arrivando dietro proprio alla Ferrari. Il pilota che ha contribuito a più titoli costruttori è senza dubbio Lewis Hamilton, campione 8 volte con la Mercedes.
I 16 MONDIALI COSTRUTTORI DI MARANELLO
La Ferrari, dunque, è la scuderia che si è aggiudicata più volte il titolo. La prima affermazione è del 1961, assieme alla vittoria del titolo da parte di Phil Hill (affiancato da Wolfgang von Trips), doppietta replicata anche nel 1964 con alla guida della Rossa John Surtees (campione del mondo) e l’italiano Lorenzo Bandini.
Per il terzo titolo a Maranello hanno dovuto aspettare il 1975, con al volante Niki Lauda (campione del mondo) e Clay Regazzoni, primo anno di un tris che comprende anche 1976 (con la stessa coppia di piloti) e 1977, con l’austriaco vincitore anche in quest’ultima edizione stavolta affiancato da Carlos Reutemann.
Nel 1979 arriva un’altra doppietta, grazie al titolo mondiale di Jody Scheckter e ai piazzamenti di Gilles Villeneuve, mentre le vittorie del 1982 e del 1983 non portano in dote anche il titolo piloti, con la prima segnata dalla morte di Villeneuve e da ben quattro piloti a punti: il canadese, Didier Pironi, Mario Andretti e Patrick Tambay, che nella stagione successiva è affiancato da René Arnoux.
Poi inizia un digiuno durato oltre 15 anni, interrotto solo nella stagione 1999. In quell’anno i driver della Rossa (Michael Schumacher, Eddie Irvine e Mika Salo) non portano a casa il titolo piloti, ma danno comunque inizio a un ciclo di sei stagioni vincenti consecutive, impreziosito dalle cinque vittorie iridate di Schumacher e dallo strapotere confermato anche dalle prestazioni del suo compagno di squadra Rubens Barrichello.
L'ULTIMO TITOLO NEL 2008
L’ultima doppietta risale al 2007, con Kimi Raikkonen campione del mondo e Ferrari campione costruttori anche grazie a Felipe Massa, un titolo confermato dalla coppia rossa anche nella stagione successiva nonostante il mondiale piloti perso dal brasiliano all’ultima curva.
Se a questi numeri si aggiunge anche che la Ferrari è arrivata 20 volte seconda nella classifica per le scuderie, si capisce che per oltre la metà della storia della Formula 1 le vetture di Maranello sono state le migliori del circus…o ci sono andate molto vicino!
*L'immagine di apertura dell'articolo è distribuita da Alamy.
