Juventus di Trapattoni: quando si parla delle migliori squadre della storia del calcio si va inevitabilmente a vedere la bacheca e a cercare quelle che in un determinato periodo hanno saputo dominare a livello nazionale e continentale. L’Ajax di Johan Cruijff, il Bayern Monaco di Franz Beckenbauer, il Milan degli olandesi, il Barcellona di Pep Guardiola, gli anni del Grande Real Madrid, gli esempi sono tantissimi.
L'uscita nelle sale cinematografiche del documentario "Juventus. Primo amore" ci offre l'opportunità per analizzare un decennio di travolgenti vittorie per il club dell'Avvocato!
Il Grande Slam bianconero
Ma nessuna di queste squadre è riuscita in un’impresa decisamente unica: vincere tutti i trofei possibili, nazionali e non, in un determinato periodo. Nessuna, tranne la Juventus di Giovanni Trapattoni. Da quando nel 1976 il Trap prende il comando sulla panchina bianconera, la Signora vive un periodo floridissimo.
Nel corso di un decennio il club di Corso Galileo Ferraris vince sei volte lo scudetto, cucendo la seconda stella sul petto nel 1982, due Coppe Italia, una Coppa dei Campioni, una Coppa delle Coppe, una Coppa UEFA, una supercoppa UEFA e la Coppa Intercontinentale.
Un grande slam praticamente irripetibile.
La prima Juve del Trap
E dire che Trapattoni, quando mette piede a Torino, ha molto da dimostrare. Anche perchè i suoi predecessori, Čestmír Vycpálek e Carlo Parola, avevano vinto tre volte il campionato nelle ultime quattro stagioni. E la rosa, agli occhi degli osservatori, sembra anche indebolita. Ma il tecnico di Cusano Milanino ha in mente una Juventus forse meno spettacolare, ma più pratica ed equilibrata.
Nella squadra che prende in mano nel 1976 ci sono già molti dei calciatori che scriveranno la storia del decennio successivo: Dino Zoff, Claudio Gentile, Gaetano Scirea, Antonio Cabrini, Franco Causio, Marco Tardelli, Giuseppe Furino e Roberto Bettega.
Nel 1977 arriva il double
Nella stagione 1976/77 arriva subito il primo titolo nazionale, in una leggendaria sfida con il Torino di Gigi Radice, a cui si aggiunge anche la prima competizione continentale della storia bianconera, la Coppa UEFA, vinta in una doppia finale molto tirata contro l’Athletic Bilbao in cui la Juventus si impone grazie alla famosa regola dei gol fuori casa.
La Signora concede il bis scudetto nella stagione 1977/78, stavolta senza troppi patemi, fermandosi però in semifinale in Coppa dei Campioni contro i belgi del Club Bruges. Nell’annata 1978/79 i bianconeri non sono mai in lotta per il titolo (che va al Milan) ed escono subito in Europa, ma si rifanno ampiamente in Coppa Italia, vinta ai supplementari contro il Palermo.
La stagione 1979/80 resta l’unica del decennio del Trap in cui la Juventus non vince neanche un trofeo. In campionato i torinesi arrivano secondi, ma lontani dall’Inter, mentre si fermano in semifinale sia in Coppa Italia che in Coppa delle Coppe.
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I fortissimi stranieri ingaggiati dalla Juventus
Ma al termine di quel campionato c’è un evento che segnerà la storia del calcio italiano: la riapertura delle frontiere. Il primo straniero del nuovo corso juventino è l’irlandese Liam Brady, subito protagonista nella stagione 1980/81, chiusa con la vittoria dello scudetto. Ed è proprio il centrocampista a firmare anche il titolo 1981/82, quello della seconda stella, con un rigore all’ultima giornata che vanifica il grandissimo campionato della Fiorentina.
Brady tra l’altro sa benissimo che sarà la sua ultima partita in bianconero: la Signora per la stagione successiva ha già acquistato due stranieri trvolgenti come Zbigniew Boniek e Michel Platini.
La squadra di Le Roi Platini
L’arrivo di Le Roi segna uno spartiacque nel decennio bianconero. Nelle quattro stagioni in cui il francese e il Trap sono insieme, la Juventus completa il suo clamoroso grande slam. L’annata 1982/83 termina con il secondo posto alle spalle della Roma e con un’amara sconfitta in finale di Coppa dei Campioni contro l’Amburgo, ma anche con la seconda Coppa Italia del ciclo, vinta in rimonta nel doppio confronto contro il Verona.
È il preludio al secondo double dell’era Trapattoni, quello della stagione 1983/84, in cui i bianconeri, che hanno appena salutato Zoff e Bettega, vincono il campionato e anche la Coppa delle Coppe, battendo in finale il Porto.
Juventus di Trapattoni
All’inizio dell’annata 1984/85 arriva anche la Supercoppa UEFA, vinta contro il Liverpool campione d’Europa, affrontato poi anche nella notte più nera, quella dell’Heysel. La Juventus, che in campionato arriva solo sesta, riesce finalmente a vincere la Coppa dei Campioni, ma non può certo festeggiare vista la tragedia nello stadio belga.

Il Grande Slam si chiude nella stagione 1985/86, con la Coppa Intercontinentale, vinta ai calci di rigore contro l’Argentinos Juniors, e con il sesto scudetto, prima dell’addio del Trap in direzione Inter.
Tutti i record della Juve di Trapattoni
Logicamente sono molti i primati detenuti dalla Juventus di quel periodo, oltre a essere la prima a vincere tutte le competizioni continentali. In Serie A ci sono il record di punti (51) e di vittorie complessive (23) per il campionato a 16 squadre, una serie di primati che riguardano vittorie e punti sia in casa che in trasferta (sempre riferiti al torneo a 16 club) e due titoli conquistati con miglior attacco e miglior difesa.
Anche Trapattoni si prende il suo primato, quello di essere l’unico allenatore in grado di vincere tutte le competizioni a cui ha preso parte con lo stesso club.

Il capocannoniere è Roberto Bettega
Il capocannoniere della Juventus del Trap è certamente Bettega. L’attaccante torinese è terzo di tutti i tempi nella classifica bianconera con 179 gol, dei quali 111 tra il 1976 e il 1983, anno in cui lascia la Signora.
Dietro di lui, e non potrebbe essere altrimenti, c’è Platini. Roi Michel ha segnato 104 gol con la Juventus e quelli nell’era Trapattoni sono 99, conditi da tre titoli consecutivi di capocannoniere tra il 1983 e il 1985.
E poi c’è, abbastanza sorprendentemente, Tardelli, che pur non essendo certo un bomber, si piazza terzo in questa graduatoria con 50 reti tra 1976 e 1985.
I calciatori con più presenze in bianconero
Per quanto riguarda le presenze, difficile fare meglio di Scirea. Il difensore bianconero colleziona 428 dei suoi 554 gettoni con la Signora (che lo rendono il terzo più presente di sempre) nel decennio di Trapattoni. Al secondo posto c’è Cabrini, un altro che ha vissuto l’intera era Trap, collezionando ben 355 gettoni in un decennio.
E poi chiude il podio, da cui rimangono fuori per un pelo Tardelli (308) e Zoff (299), Gentile con le sue 322 presenze.
Il Top 11 della Juve
Viste queste cifre, non risulta certo complicato creare un best 11 della Juventus 1976/86, schierata con il classico 3-4-1-2 asimmetrico che ha fatto le fortune bianconere. In porta c’è ovviamente Zoff, con la linea dei centrali composta da Scirea, Gentile e da Sergio Brio, altro fedelissimo del tecnico. Sulla sinistra c’è chiaramente Cabrini, la cerniera di centrocampo la formano Tardelli e Giuseppe Furino, storico mediano per quasi 15 anni e a destra c’è Causio.
In avanti inventa Platini, tre volte Pallone d’Oro nei suoi anni in bianconero ancor prima di Roberto Baggio, mentre a segnare ci pensano Bettega e Paolo Rossi. Il capitano? Bella domanda, perchè è difficile scegliere tra Furino e Scirea, che hanno tenuto la fascia durante l’era d’oro. Probabilmente una sana alternanza è la risposta giusta.
Gli Juventini decisivi per il Mondiale '82
E non si può chiudere senza ricordare il contributo della Juventus del Trap alla Nazionale. Sono ben 9 i bianconeri che Enzo Bearzot convoca per i Mondiali del 1978 in Argentina, mentre saranno 6 nel 1982 in Spagna, tutti però fondamentali per la vittoria nella notte di Madrid.

A laurearsi campioni del mondo sono infatti Zoff, Cabrini, Gentile, Scirea, Tardelli e Rossi, che formano la spina dorsale di quell’Italia leggendaria. Come, del resto, la squadra da cui provenivano!
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