Ultimo italiano a Vincere il Giro: il Giro d’Italia è certamente uno degli appuntamenti più importanti dell’intera stagione ciclistica e, tra i grandi giri, è sicuramente quello con il maggiore appeal dopo il Tour de France. 

Anzi, in determinati momenti storici non è sbagliato sostenere che la corsa rosa (chiamata così per l’associazione sin dalla prima edizione con la Gazetta dello Sport) sia stata alla pari della Grande Boucle, vista la partecipazione costante dei migliori ciclisti al mondo.

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Per 69 volte il Giro è stato vinto da un italiano

Eppure, dando un’occhiata all’albo d’oro della manifestazione, si nota abbastanza facilmente che l’Italia l’ha fatta spesso da padrona. Il vincitore del Giro è stato italiano in 69 edizioni, con 44 ciclisti tricolori diversi in grado di imporsi nella corsa rosa. 

Anzi, tra il 1909, anno della prima edizione vinta da Luigi Ganna e il 1949 ad aggiudicarsi la maglia rosa nella tappa finale è sempre stato un italiano. In questo lungo periodo di dominio si sono iscritti nell’albo d’oro della corsa nomi leggendari del ciclismo italiano: Costante Girardengo (2 vittorie), Alfredo Binda (5 trionfi), ma soprattutto Gino Bartali (3 vittorie) e Fausto Coppi (5 arrivi da leader). Poi nel 1950 l’incantesimo si è rotto, con la vittoria dello svizzero Hugo Koblet.

Da quel momento in poi, vedere uno straniero imporsi al Giro non è più stato un tabù, ma indubbiamente il numero delle vittorie italiane rimaneva comunque alto. E quindi persino negli anni Sessanta e Settanta, dominati a livello mondiale rispettivamente dal francese Jacques Anquetil e dal belga Eddy Merckx, ci sono stati i vari Franco Balmamion, Felice Gimondi e Giuseppe Saronni a tenere alto l’onore tricolore. 

Gli anni Ottanta sono stati quasi un duopolio franco-italiano, con Bernard Hinault e Laurent Fignon per i transalpini ad alternarsi a Saronni, a Francesco Moser o a Gianni Bugno.

Le due strisce negative

Dopo la vittoria di Bugno nel 1990 e quella di Franco Chioccioli nell’edizione successiva ci sono stati cinque anni senza neanche un trionfo italiano, una striscia negativa tricolore che è andata a eguagliare la peggiore nella storia del Giro, quella tra 1970 e 1974, con quattro vittorie di Merckx e una dello svedese Gosta Pettersson. 

Il decennio di successi tricolori

Ma, paradossalmente, questo digiuno ha posto le basi per un decennio di completo dominio tricolore. Tra il 1997 e il 2007 infatti la maglia rosa alla fine dell’ultima tappa l’ha sempre indossata un ciclista italiano: Ivan Gotti (due volte), il compianto Marco Pantani (che nel 1998 realizza la leggendaria doppietta Giro-Tour), Stefano Garzelli, Gilberto Simoni (2 volte), Paolo Savoldelli (2 volte anche lui), Damiano Cunego, Ivan Basso e Danilo Di Luca certificano lo strapotere dei ciclisti azzurri. 

E proprio a questo periodo, in particolare all’edizione 2000, risale l’ultimo podio tutto italiano della storia del Giro, quello composto da Garzelli, da Francesco Casagrande e da Simoni.

Poi le cose sono tornate a farsi più equilibrate, con alcuni trionfi italiani a puntellare quelli dei ciclisti stranieri. Nel 2010 Basso porta a 2 il numero dei Giri vinti, mentre l’anno successivo l’albo d’oro segnala il nome di Michele Scarponi, promosso vincitore in seguito alla squalifica dello spagnolo Alberto Contador.

Nel 2013 si impone Vincenzo Nibali, che nel 2016 fa a sua volta il bis. Ma quella vittoria, anche se nessuno può immaginarlo, resta l’ultima di un italiano nella corsa rosa. 

Negli ultimi 9 anni sempre vincitori diversi

Dal 2017 in poi a Milano in trionfo sono arrivati 9 ciclisti diversi, di differenti nazionalità, che includono il britannico Chris Froome, il colombiano Egan Bernal, i due campionissimi sloveni Primoz Roglic e Tadej Pogacar e un altro britannico, Simon Yates, vincitore nel 2025. In questo periodo il miglior risultato per un italiano è il secondo posto, firmato dal solito Nibali nel 2019 e da Damiano Caruso nell’edizione 2021.

Ultimo italiano a Vincere il Giro

Il trionfo dello squalo Nibali nel 2016

E allora torniamo proprio al 2016, per raccontare l’ultimo Giro d’Italia vinto da un italiano. Nibali ha 32 anni e ha già completato il grande slam dei Grandi Giri, avendo vinto la corsa rosa nel 2013, il Tour de France nel 2014 e la Vuelta a España nel 2010. 

Per il 2016 lo Squalo, conscio degli anni che passano, segna come obiettivi il bis al Giro e una medaglia olimpica a Rio de Janeiro. La corsa a cinque cerchi gli andrà male, con una rovinosa caduta a 11 km dalla fine mentre era in testa con altri due corridori, vedendo così sfumare il sogno di vincere una medaglia. Per sua fortuna, però, il siciliano si era già tolto la soddisfazione di entrare nel novero dei plurivincitori al Giro.

Le tappe che hanno scritto la storia del Giro d'Italia 2016

Nibali parte da favorito per le Quote Ciclismo in un’edizione che comincia dai Paesi Bassi e termina a Torino. Il siciliano non si fa notare troppo nelle prime tappe, salvo che per un attacco sull’appennino abruzzese, rintuzzato però dal resto del gruppo. I primi fuochi d’artificio lo Squalo li riserva per la tredicesima tappa, quella da Palmanova a Cividale del Friuli. 

Il vincitore del Giro 2013 arriva terzo al traguardo e si inserisce nella stessa posizione in classifica generale, a 41 secondi dal leader, il costaricano Andrey Amador. In quella successiva Nibali riesce a disfarsi di alcuni dei principali rivali per la classifica, rimanendo secondo dietro all’olandese Steven Kruijswijk, ma con ottime possibilità di ottenere la maglia rosa. 

Ultimo italiano a Vincere il Giro

La cronoscalata all’Alpe di Siusi, seppur di meno di 11 km, rischia però di far deragliare i sogni di Nibali, che a causa anche del salto della catena della sua bici prende oltre due minuti da Kruijswijk e scende al terzo posto in classifica, dietro anche al colombiano Esteban Chaves. 

Non va meglio nella tappa numero 16, che termina in salita ad Andalo, in cui l’azzurro viene staccato dai migliori e esce dai primi tre della graduatoria generale.

A Nibali per tornare in corsa serve un miracolo, che però arriva nella diciannovesima tappa. Lo Squalo approfitta di una rovinosa caduta in discesa della maglia rosa, ancora l’olandese Kruijswijk, e va a vincere in solitaria sul traguardo delle alpi francesi di Risoul, rifilando, per le quote live, quasi un minuto al secondo classificato e a Chaves che, complice il crollo di Kruijswijk, è la nuova maglia rosa. 

Sul Colle della Lombarda lo Squalo attacca

Il distacco di Nibali in classifica generale è di 44 secondi e il siciliano rende decisamente onore al suo soprannome, attaccando quando sente l’odore del sangue. Nella ventesima e penultima tappa, quella che termina a Sant’Anna di Vinadio, l’azzurro parte nella penultima ascesa, il Colle della Lombarda, e stacca tutti gli uomini di classifica, colombiano compreso. 

Nibali termina la tappa al sesto posto, ma ottiene il risultato sperato, prendendosi la maglia rosa con 52 secondi di vantaggio, potendosi così permettere la seconda passerella vincente in carriera nell’arrivo a Torino. 

Una vittoria, quella di Nibali, che ha decisamente del leggendario. Ma che forse sarebbe ora di spodestare come ultimo trionfo italiano al Giro d’Italia…

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da Alamy.

Di Francesco Cavallini

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