IL TERZO PILOTA IN F1

Come ogni anno, le scuderie che prendono parte al Campionato Mondiale di Formula 1 hanno annunciato i due piloti che guideranno le vetture nelle 24 gare previste per l’edizione 2025. Ma per chi sogna di sfondare nel mondo della F1 le porte non sono totalmente chiuse.

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Oltre ai 20 titolari, due per scuderia, ogni squadra ha la possibilità di indicarne altri per svolgere due funzioni fondamentali: il test driver e il pilota di riserva. Spesso e volentieri queste due figure sono accorpate in quello che per convenzione viene definito “terzo pilota”, ma è importante sapere che i compiti sono abbastanza diversi.

IL COLLAUDATORE

Come suggerisce il nome, il test driver (il buon vecchio “collaudatore”) si concentra per la maggior parte sullo sviluppo della vettura, sia nei test permessi prima dell’inizio della stagione che in quelli (sempre meno) durante l’anno.

Il compito principale di un test driver è quello di fornire dati sulla vettura e di testare i nuovi componenti o i nuovi settaggi prima di affidarli ai piloti titolari e applicarli in periodo di gara. Il test driver lavora dunque sia in pista che al simulatore, prendendo parte attiva al processo che porta alla creazione e al successivo sviluppo delle vetture.

IL TEST DRIVER RESTA A CASA DURANTE I GP

Ma il test driver vero e proprio svolge il suo compito dietro le quinte e non è detto che in caso di assenza di uno dei titolari tocchi a lui scendere in pista.

Al punto che nelle scuderie che hanno una distinzione netta tra test driver e pilota di riserva i primi non viaggiano con la squadra nelle settimane di gara, rimanendo a lavorare in sede.

COSA FA IL TERZO PILOTA NELLA STAGIONE

Chi invece fa parte integrante della line-up che ogni squadra presenta all’inizio del weekend in cui si corre è il pilota di riserva. Il suo compito è esattamente quello di essere pronto in ogni momento a sostituire uno dei due piloti titolari, qualora non fosse in grado di correre, di solito per ragioni di salute.

Anche se non è raro che il pilota di riserva svolga anche di tanto in tanto i compiti del test driver, prendendo parte a dei test o lavorando al simulatore, l’obiettivo principale resta sempre quello di saltare nell’abitacolo senza preavviso in caso di necessità.

Il pilota di riserva viene inoltre utilizzato durante le prove libere o per eventi mediatici e/o promozionali, come le parate cittadine tanto care alle squadre della Red Bull.

E non è raro che lo stesso pilota si ritrovi a fare da riserva per due team diversi nel corso di una singola stagione, soprattutto per scuderie che hanno forti legami di proprietà (Red Bull e Racing Bulls) o di forniture (Ferrari e Sauber o Haas).

Segnalata la differenza e sottolineato che soprattutto il ruolo di test driver presenta l’esistenza di veri e propri specialisti, è comunque comune che un pilota svolga entrambe le mansioni, guadagnandosi l’appellativo di “terzo pilota”.

Molto spesso il ruolo viene assegnato a piloti che non sono riusciti a ottenere un sedile da titolare nella stagione in corso, ma che comunque hanno un’esperienza importante su una vettura di Formula 1.

BOTTAS E RICCIARDO TERZI PILOTI

Come nel caso di Valtteri Bottas, che dopo le stagioni alla Sauber da titolare ha deciso di tornare alla Mercedes, con cui è già stato campione del mondo costruttori per cinque stagioni consecutive, per fare da riserva alla coppia formata da George Russell e dall’esordiente Kimi Antonelli nella stagione 2025.

Un altro grande nome che di recente ha svolto questo ruolo è Daniel Ricciardo.

L’australiano è rimasto senza sedile nel 2023 e anche lui è tornato a “casa”, alla Red Bull, per attività di PR, lavoro al simulatore e assistenza allo sviluppo delle vetture, prima di essere richiamato in pista dal team satellite della Toro Rosso a metà stagione per sostituire Nick de Vries.

QUANTO GUADAGNA IL TERZO PILOTA

Ma quanto guadagna un terzo pilota? Molto dipende dagli accordi presi con la scuderia e dal ruolo effettivo che si va a svolgere all’interno della squadra. Se si parla solo di piloti di riserva, il gettone per scendere in pista varia a seconda del valore del guidatore.

Quando nel 2020 Nico Hulkenberg ha sostituito prima Sergio Perez nelle due gare disputate a Silverstone e poi Lance Stroll al Nurburgring si è parlato di circa 500mila euro per ogni weekend di gara, dunque 1,5 milioni per il tedesco per tre Gran Premi.

Se invece l’accordo è da collaudatore e, all’occorrenza, da sostituto, ovviamente il compenso è fisso per il lavoro sulla vettura (e varia, anche di parecchio, da scuderia a scuderia), con la possibilità di ulteriori entrate in caso di sostituzione di uno dei titolari in un weekend di gara.

LE IMPRESE DEL TERZO PILOTA

Quel che è certo è che per un pilota di riserva non è mai semplice prendere il posto nell’abitacolo di un compagno.

Se fino agli scorsi decenni le scuderie avevano infatti il celebre “muletto”, la vettura di riserva che era settata dal terzo pilota e che veniva usata in caso di danni pesanti a una di quelle dei titolari, ora per ragioni di budget tutti si concentrano su due soli chassis, il che significa che il pilota di riserva si ritrova a entrare in una macchina costruita attorno a un’altra persona.

E non è solo un problema di settaggi, come dimostra il caso di Russell nel 2020. In quella stagione il britannico ha sostituito Lewis Hamilton, alle prese con il COVID, nel GP di Sakhir e si è ritrovato in una vettura troppo stretta per lui, più alto di quasi 10 cm del futuro compagno di squadra.

Sarà forse anche per questo che difficilmente un pilota di riserva regala prestazioni degne di nota. Ma non per questo non ci sono delle eccezioni.

Come il terzo posto conquistato dall’austriaco Alexander Wurz nel GP di San Marino del 2005. Wurz non correva in Formula 1 da quasi cinque anni, ma era sia collaudatore che terzo pilota della McLaren.

E quando si ritrova a sostituire l’infortunato Juan Pablo Montoya a Imola porta la sua vettura al quarto posto sotto la bandiera a scacchi, prima di avanzare sul podio in seguito alla squalifica di Jenson Button.

È dunque lui il miglior terzo pilota di sempre? Dipende da cosa si prende in considerazione. Se si includono i test driver, difficile non ragionare sul fatto che Michael Schumacher, 7 volte campione del mondo, ha fatto da “supercollaudatore” sia per la Ferrari che per la Mercedes nel periodo del suo primo ritiro.

SALO MIGLIOR TERZO PILOTA DI SEMPRE

Se invece si pensa alle prestazioni dei piloti di riserva si può ricordare l’ottimo contributo del finlandese Mika Salo alla Ferrari nel 1999, che ha sostituito proprio Kaiser Michael per sei gare dopo la gamba rotta a Silverstone e ha portato a Maranello 10 punti (con un secondo e un terzo posto) che si sono rivelati fondamentali per la vittoria del Mondiale costruttori da parte delle Rosse.

Non male per un “semplice” terzo pilota!

*L'immagine dell'articolo è distribuita da Alamy.

Di Ermanno Pansa

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