BRUNO CONTI HA GIOCATO 402 PARTITE CON LA ROMA

Oltre alle statistiche Bruno Conti, nel Pantheon del pallone romanista, assieme a Francesco Totti, Daniele De Rossi e Paulo Roberto Falcao, non può mancare l’immagine di Bruno Conti che rappresenta un esempio da seguire, in campo e fuori, per la città di Roma da quasi 50 anni!

L’ex esterno giallorosso, nato il 13 marzo 1955 a Nettuno, ha donato alla Roma praticamente tutta la sua vita calcistica, prima in campo e poi dietro la scrivania, diventando un simbolo amatissimo dalla tifoseria.

I DUE PRESTITI AL GENOA

La carriera da calciatore di Conti comincia con la squadra della sua città, il Nettuno, prima di passare all’Anzio per poi varcare i cancelli di Trigoria nel 1973.

Nelle prime stagioni in giallorosso fa la spola tra la Primavera (con cui vince due scudetti e una Coppa Italia) e la prima squadra, facendo registrare il suo esordio in Serie A nel febbraio 1974 per scelta di Nils Liedholm. Dopo tre presenze nell’annata successiva, Conti viene mandato in prestito al Genoa, all’epoca in Serie B.

Con la maglia del Grifone si mette in luce, mostrando le doti di ala scattante che ne avrebbero contraddistinto l’intera carriera. Nell’estate 1976 torna a Roma, disputando una buona stagione con Liedholm per poi avere meno spazio l’anno dopo con Gustavo Giagnoni.

Dunque nel 1978 torna di nuovo al Genoa, sempre in prestito, nell’affare che fa approdare a Trigoria Roberto Pruzzo, con cui Conti aveva già dimostrato un’ottima intesa nella precedente esperienza ligure.

Il secondo anno a Marassi probabilmente non è positivo come il primo e le due stagioni in rossoblù portano per l’ala un totale di 78 partite e 5 gol tra Serie B e Coppa Italia.

BRUNO CONTI ALLA ROMA DAL 1979

Nell’estate 1979 rimette piede a Roma, stavolta per rimanere. I giallorossi richiamano Liedholm, che stravede per Conti, e l’esterno di Nettuno diventa protagonista assoluto di alcune delle stagioni migliori della storia del club. Si comincia subito con la Coppa Italia 1979/80, bissata anche nell’edizione 1980/81, stagione in cui la Roma arriva seconda in campionato.

E poi nell’annata 1982/83 arriva il secondo scudetto giallorosso, seguito dalla Coppa Italia 1983/84 e dalla finale di Coppa dei Campioni, persa con il Liverpool all’Olimpico. A rendere più amara la delusione, tra i due calciatori che sbagliano i rigori decisivi c’è proprio Conti.

L'ADDIO DA BRIVIDI ALL'OLIMPICO

Al termine di quella stagione sulla panchina della Roma arriva Sven-Goran Eriksson, che a sorpresa vincerà con i cugini della Lazio un incredibile scudetto, anche per le quote calcio, nel 2000!

Con il direttore tecnico svedese Conti perde, forse, un po’ di centralità, rimanendo comunque uno dei calciatori più importanti della rosa. Con lui i giallorossi portano a casa un’altra Coppa Italia nel 1986, anno in cui sfiorano di nuovo lo scudetto, sfumato dopo la clamorosa sconfitta con il Lecce.

A partire dal 1987 la carriera di Conti è in fase calante e nonostante il ritorno di Liedholm le partite giocate sono sempre meno. L’ultima fiammata è quella della stagione 1989/90, il celebre anno della Roma “del Flaminio”, sotto la guida di Gigi Radice, mentre nella sua ultima annata da professionista (con in panchina Ottavio Bianchi) Conti gioca solo una partita, in Coppa UEFA, mettendo in bacheca la quinta Coppa Italia.

Il suo addio al calcio arriva in un Olimpico strapieno, nonostante si disputi il giorno dopo il ritorno della finale di UEFA, con il trofeo perso dai giallorossi 24 ore prima contro l’Inter.

STATISTICHE BRUNO CONTI

Ma non si può riassumere la carriera in campo di Bruno Conti senza citare la nazionale italiana. L’esterno della Roma esordisce in azzurro nel 1980 e diventa subito un fedelissimo di Enzo Bearzot, andando a prendersi il ruolo di ala destra che era a lungo stato di Franco Causio. Dopo aver giocato tutte le qualificazioni ai Mondiali 1982, Conti in Spagna è protagonista assoluto.

Segna (peraltro di destro) nella partita del girone contro il Perù ed è costantemente una spina nel fianco dei difensori avversari, guadagnandosi anche il rigore poi sbagliato da Cabrini in finale. Dopo il trionfo a Madrid continua a essere titolare fisso, con la sua esperienza in azzurro che termina assieme a quella di Bearzot.

L’ultima partita con la nazionale di Conti è infatti l’ottavo di finale dei mondiali messicani, perso dagli Azzurri contro la Francia. Per lui in nazionale un totale di 47 presenze e 5 reti).

ALLA LAZIO IL GOL PIÙ BELLO DI CONTI

Conti ha rappresentato una delle migliori ali della sua generazione, con caratteristiche che ne facevano il prototipo dell’esterno offensivo: dribbling ubriacante e capacità di cross fuori dal comune, capacità che gli sono valse il soprannome di “MaraZico”, un’unione tra due dei migliori calciatori dell’epoca.

Dovendo scegliere il suo gol più bello, probabilmente è il sinistro al volo contro la Lazio che permette alla Roma di vincere il derby del marzo 1977, anche perché si tratta dell’unica rete segnata da Conti nella stracittadina della Capitale.

IL CROSS PERFETTO PER PABLITO

Per il cross da ricordare la scelta è assai più ampia, ma forse quello che passa agli annali più di tutti è quello per il gol del 2-0 di Paolo Rossi nella semifinale mondiale contro la Polonia. Un pallone così morbido e preciso che Pablito ha raccontato di aver semplicemente aspettato che la sfera gli finisse dritta sulla testa.

Se del talento di Conti hanno parlato in molti (compreso Pelè, che lo ha definito il miglior giocatore al mondo nell’estate 1982), della sua grandezza parlano i numeri.

BRUNO CONTI HA GIOCATO 402 PARTITE CON LA ROMA

In Serie A ha giocato 304 partite, tutte con la maglia della Roma, segnando 37 reti. La stagione più prolifica in campionato è quella 1981/82, chiusa con 8 marcature.

In totale le partite di Conti con la Roma sono 402, condite da 47 reti. In generale l’annata migliore è quella sfortunata della finale di Coppa dei Campioni, in cui il giallorosso va a segno 7 volte in A, due in Coppa Italia e una in Europa, chiudendo per la prima e unica volta in carriera in doppia cifra.

Per quanto riguarda la bacheca, trovano posto uno scudetto, cinque Coppe Italia e un campionato del mondo.

I TALENTI SCOPERTI DA BRUNO CONTI

E poi c’è la seconda parte della vita calcistica di Conti, quella da dirigente. Dopo aver cominciato da allenatore degli Esordienti e poi dei Giovanissimi della Roma, diventa responsabile dell’intero settore giovanile nel 1994, ruolo che mantiene fino al 2016, per poi tornare a Trigoria nel 2021 per occuparsi delle squadre giallorosse dagli under 10 agli under 14.

Tra i calciatori da lui scoperti ci sono una leggenda romanista e azzurra come Daniele De Rossi, ma anche giocatori che hanno scritto pagine importanti alla Roma e non solo, come Alberto Aquilani, Simone Pepe o un altro campione del mondo come Marco Amelia.

Senza dimenticare che Conti ha anche risposto “presente” alla chiamata della sua Roma come tecnico, nella sciagurata stagione 2004/05, in cui dopo gli addii di Cesare Prandelli, Rudi Voller e Luigi Del Neri è stato proprio MaraZico a portare i giallorossi alla salvezza nelle ultime 10 partite di campionato.

Del resto, di Bruno ce n’è uno, come si cantava (e si canta tuttora) in Curva Sud…

*L'immagine di apertura dell'articolo è distribuita da Alamy.

Di Francesco Cavallini

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