Patrimonio Gallinari: il ritiro di Danilo Gallinari ha posto fine alla carriera del giocatore italiano di basket con la più lunga carriera in NBA. Il Gallo, nato a Sant’Angelo Lodigiano l’8 agosto 1988 (e che non per nulla ha sempre indossato la maglia numero 8), ha passato la bellezza di 16 stagioni nella lega nordamericana, scrivendo pagine importanti della pallacanestro italiana. E, considerando la longevità agonistica ad altissimi livelli, guadagnando cifre altissime nelle franchigie per cui ha giocato.

La carriera del Gallo comincia dalle parti di casa sua, nel Casalpusterlengo, prima di passare alla Pallacanestro Pavia per la stagione 2005/06. Che il ragazzino ci sappia fare è fuor di dubbio e nessuno si sorprende quando già nel 2006 viene acquistato dall’Olimpia Milano. 

Ad Assago Gallinari rimane due stagioni, con l’Olimpia che si ferma entrambe le volte in semifinale, laureandosi miglior marcatore della Serie A, miglior giocatore del campionato e ottenendo il trofeo Rising Star per le prestazioni in Eurolega. 

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Il Gallo scelto nel Draft 2008

E quando si rende eleggibile per il Draft NBA 2008, sono parecchie le squadre interessate a lui.

La spuntano i New York Knicks di Mike D’Antoni, che portano Gallinari nella Grande Mela con la sesta scelta assoluta. I due anni al Madison Square Garden sono pieni di alti e bassi. La prima stagione viene condizionata da problemi alla schiena che tengono a lungo fermo l’azzurro, che però nell’annata successiva si rifà con gli interessi, giocando praticamente sempre da titolare e prendendo parte anche alla gara del tiro da tre punti grazie alle ottime percentuali dalla distanza. 

I Knicks però sono in un periodo no e non centrano mai i playoff e lo cedono ai Denver Nuggets a metà della stagione 2010/11. In Colorado Gallo rimane sei anni e mezzo, con un breve ritorno a Milano nell’estate 2011, quando l’NBA è in lockdown. Con i Nuggets l’azzurro arriva due volte ai playoff (2011 e 2012), ma anche da quelle parti il rendimento è condizionato dagli infortuni. 

Quello più grave, la rottura del legamento crociato del ginocchio, lo costringe a saltare l’intera stagione 2013/14. Ed è un peccato, perchè quando Gallinari non ha problemi è una delle stelle dei Nuggets, come dimostra l’anno di grazia 2015, in cui l’italiano fa registrare i suoi career best sia per punti (47 contro i Dallas Mavericks, record assoluto in NBA per un giocatore azzurro) che per rimbalzi (18 contro i Los Angeles Clippers).

Per Gallinari 16 stagioni in NBA

Gallinari approda proprio ai Clippers nel 2017 e in entrambi gli anni a Los Angeles supera i 15 punti di media a partita, contribuendo a raggiungere i playoff nella stagione 2018/19. Nell’estate dello stesso anno viene inserito in una trade che lo porta agli Oklahoma City Thunder (tra l’altro assieme al futuro MVP e campione NBA Shai Gilgeous-Alexander), franchigia con cui gioca una sola stagione che però è forse la migliore della carriera, interrotta purtroppo dall’eliminazione al primo turno dei playoff. 

I Thunder sono sempre i favoriti per le quote Antepost NBA!

Patrimonio Gallinari

Dopo essere diventato free agent, il Gallo vola agli Atlanta Hawks, diventando il sesto uomo della squadra della Georgia. La stagione 2020/21 lo vede sugli scudi nella cavalcata degli Hawks verso le finali di Eastern Conference, in particolare con la palla rubata in gara 7 contro i Philadelphia 76ers a tempo quasi scaduto, fondamentale per la vittoria della squadra nella serie. La favola di Atlanta termina in finale di conference contro i Milwaukee Bucks, futuri campioni, e nella stagione successiva gli Hawks e il Gallo si fermano al primo turno. 

Nell’estate 2022 l’azzurro viene acquistato dai San Antonio Spurs, ma viene tagliato dai texani e approda ai Boston Celtics. Ma al TD Garden non giocherà mai, causa un’altra rottura del crociato. Per Gallinari, a 34 anni, sembra arrivata la fine, ma l’azzurro si rimette in sesto e si guadagna un’ultima stagione in NBA, la sedicesima, vestendo le maglie di Washington Wizards, Detroit Pistons e Milwaukee Bucks. 

L'esperienza a Portorico

L’ultima stagione della sua carriera l’azzurro la gioca a Portorico, con i Vaqueros de Bayamón.

E, abbastanza clamorosamente, il titolo portoricano (con tanto di premio come miglior giocatore delle finali) è l’unico vinto da Gallinari in vent’anni di pallacanestro. I riconoscimenti individuali non sono mai mancati, ma a livello di squadra l’azzurro si è sempre trovato in situazioni che non permettevano di sognare in grande. 

I rammarichi principali, con il senno di poi, sono certamente le due annate a Milano, con le sconfitte in semifinale contro Virtus Bologna e Mens Sana Siena, e la stagione delle finali di Conference con gli Hawks. 

Ma almeno Gallo è riuscito a portare a casa un titolo, seppure nella location più improbabile di quelle in cui ha giocato!

Ai Clippers il contratto della vita per il Gallo

Di certo, a Gallinari non sono mai mancati i contratti ricchissimi. L’approdo in NBA nel 2008 con la sesta scelta gli ha permesso di ottenere un contratto da rookie protetto, che gli ha fatto guadagnare tra i tre e i quattro milioni all’anno tra i Knicks e le prime due stagioni a Denver. In Colorado ha poi avuto altri contratti importanti, come quello da 30 milioni in tre stagioni tra 2012 e 2015 e quello successivo, in cui altri 30 milioni sono arrivati in due anni. 

L’accordo più ricco è però quello con i Clippers nel 2017, un triennale da 65 milioni complessivi, che lo porta nella stagione 2019/20, quella giocata con gli Oklahoma City Thunder, al miglior compenso annuale della carriera, 22 milioni di dollari. 

Patrimonio Gallinari

In questo periodo Gallinari diventa anche lo sportivo italiano più pagato al mondo, andando a superare calciatori (Pellè, all’epoca in Cina a 16 milioni l’anno) e leggende come Valentino Rossi (7,5 milioni in Yamaha). 

Non male anche il contratto con gli Hawks, 39 milioni in due stagioni, mentre il contratto firmato (ma mai entrato in vigore) con gli Spurs era di 13 milioni per un anno. Da lì Gallinari è andato a scendere, con 6 milioni a stagione in maglia Celtics, con i Wizard e con i Pistons, per chiudere con “appena” 600mila dollari nell’ultima esperienza, quella ai Bucks.

Gallinari ha guadagnato 200 milioni in carriera

Insomma, per lui incassi di oltre 200 milioni di dollari solo attraverso i contratti ottenuti in NBA. Una cifra a cui vanno aggiunte le sponsorizzazioni. Nel corso dei decenni il Gallo è stato spesso testimonial di marchi di moda, come Armani nei tempi in cui militava nell’Olimpia o Paul&Sharks qualche anno fa, ma si è anche legato a diversi brand celebri come le patatine San Carlo o le vetture KIA. Per quanto riguarda il materiale tecnico, l’azzurro ha quasi sempre indossato scarpe Adidas durante il periodo negli Stati. 

Tutti accordi che, seppure non circolino cifre ufficiali al riguardo, contribuiscono ulteriormente al patrimonio di Gallinari. Che ha chiuso la carriera come uno degli sportivi italiani più pagati di sempre. Una grandissima soddisfazione, soprattutto in un mondo difficile come quello della NBA.

Di Francesco Cavallini

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