Partita del Secolo: la Champions League regala spesso partite memorabili, ma sono pochi i match che hanno colpito l’immaginario collettivo come la semifinale di andata dell’edizione 2025/26 tra Paris Saint-Germain e Bayern Monaco al Parco dei Principi.
Sarà per il risultato finale (5-4 per i padroni di casa), per i valori tecnici in campo, per i continui capovolgimenti di fronte o per un calcio molto offensivo e molto tecnico, lontano da alcuni tatticismi esasperati di oggi, ma la sfida si è guadagnata la candidatura a “partita più bella di sempre”.
Ed eccola qui, analizzata per capire come mai tanto apprezzamento:
- Le squadre
- Gli allenatori
- La cronaca
- I protagonisti
- Le delusioni
- I paragoni
Le squadre
A ben vedere, non era improbabile che PSG-Bayern potesse essere una sfida pirotecnica. Del resto si affrontavano due squadre che fanno dell’attacco la propria vocazione e che proprio nel reparto offensivo possono schierare le loro stelle più luminose. Lo scontro tra parigini e bavaresi era quello tra il Pallone d’Oro 2025 Ousmane Dembelè e la Scarpa d’Oro dello stesso anno, Harry Kane.

Ma anche tra due ali imprendibili come Kvicha Kvaratskhelia e Michael Olise o tra attaccanti con il gol nel sangue come Desire Doue e Luis Diaz. Certo, non che nel resto del campo mancassero i valori tecnici.
Il centrocampo del PSG, con il duo portoghese composto da Joao Neves e Vitinha e un’altra stella transalpina come Warren Zaire-Emery è di livello mondiale, ma il Bayern poteva rispondere con Jamal Musiala e Joshua Kimmich. E anche dietro, tra Achraf Hakimi, Nuno Mendes, Marquinhos, Alphonso Davies e Manuel Neuer, c’era poco da scherzare.
Gli allenatori
Per non parlare poi della filosofia dei due allenatori. Sia Luis Enrique che Vincent Kompany possono entrare nel novero dei tecnici afferenti alla filosofia del Barcellona, considerando che l’asturiano ha prima giocato con i blaugrana e poi li ha portati al Triplete dalla panchina, mentre il belga è stato a lungo uno degli allenatori in campo del Manchester City di Pep Guardiola, che ha trasmesso il suo sapere tattico all’ex difensore.
Dunque, due squadre votate al possesso di palla e all’attacco, con numeri clamorosi per quanto riguarda i gol fatti in stagione (123 per il PSG e addirittura 175 per il Bayern) e con una certa tendenza a non preoccuparsi troppo delle sortite offensive avversarie, ben sapendo di poter rendere il favore già all’azione successiva.
La cronaca
E infatti è andata esattamente così, con una serie quasi continua di ribaltamenti di fronte e azioni da gol come se piovesse. Il risultato si è sbloccato dopo 17 minuti, con il gol numero 13 anche per le Quote Champions League 2025/26 di Kane, che è andato sul dischetto dopo un fallo su Luis Diaz. Il PSG ha barcollato, rischiando di subire il 2-0 da Olise, ma ha subito rimesso le marce alte, prima rischiando il pareggio con un contropiede di Dembelè e poi assestando un uno-due pazzesco ai bavaresi.

A pareggiare i conti ci ha pensato Kvaratskhelia con uno dei suoi classici gol: serie di finte sul difensore e destro a giro imprendibile sul palo lontano. E poi, dopo un palo centrato da Olise e uno sfiorato da Doue, ci ha pensato il più improbabile dei colpitori di testa, Joao Neves, a inserirsi sul primo palo su calcio d’angolo e a spedire il pallone sul palo opposto, per il 2-1 del PSG.
Partita del Secolo - Il ribaltone
I francesi hanno poi rischiato il tris con un destro a fil di palo di Doue, ma il Bayern ha pareggiato 2-2 grazie a una bordata di Olise al termine di una percussione centrale insistita. Il primo tempo però finisce 3-2, perché in pieno recupero viene fischiato un rigore per il PSG per fallo di mano di Davies, realizzato da Dembelè.

Sembrerebbe impossibile reggere il confronto con 45 minuti del genere, ma la ripresa fa del suo meglio. Al minuto 55 Joao Neves illumina per Hakimi, liberissimo di crossare dalla destra. In area attaccanti e difensori mancano il pallone, che però arriva sul piede dell’accorrente Kvaratskhelia, che fa 4-2 spiazzando Neuer.
Due giri di lancetta più tardi, al termine di un capovolgimento di fronte partito dall’area di rigore francese, Dembelè riceve palla al limite e calcia sul primo palo, con il pallone che bacia entrambi i montanti e finisce in rete per il 5-2 del PSG. Qualsiasi altro match sarebbe finito. Ma non questa partita, che non smette di regalare emozioni, anche per le Quote Calcio.
I tedeschi rientrano in partita
Il Bayern non si arrende e al minuto 64 diminuisce lo svantaggio, con un colpo di testa di Dayot Upamecano sugli sviluppi di un calcio di punizione. A riportare i bavaresi a un gol dal pari è Luis Diaz, che tre minuti dopo fa un capolavoro: controllo di esterno volante su lancio di Kane, serie di finte su Marquinhos e destro imparabile alle spalle di Matvey Safonov per il 5-4, prima annullato per fuorigioco e poi confermato dal VAR.

Prima del fischio finale c’è anche spazio per una traversa del nuovo entrato Senny Mayulu e per un forcing del Bayern, che si spegne con un salvataggio sulla linea del PSG al minuto 94 su un colpo di testa di Kane.
I protagonisti
A brillare in questo match epico sono stati in molti, ma certamente una menzione particolare va fatta per la sfida tra le due ali, Kvaratskhelia e Olise. Entrambi i calciatori hanno messo in mostra tutto il loro repertorio, fatto di sgroppate sulla fascia, tagli centrali, dribbling secchi, accelerazioni brucianti e facilità di calcio.
La partita e il testa e testa vanno a Kvara (due reti), ma anche l’ex Crystal Palace (un gol e un palo) ha fatto capire perché Inghilterra e Francia se lo sono conteso per la propria selezione.
Le delusioni
Per i tantissimi che hanno fatto una partita fuori dal comune, ci sono comunque dei calciatori che hanno decisamente deluso le attese. Nel PSG l’anello debole è stato probabilmente William Pacho, autore del fallo da rigore del vantaggio bavarese e in generale spesso in difficoltà contro gli attaccanti del Bayern. Il difensore ecuadoriano si è però rifatto con il salvataggio sulla linea all’ultimo secondo per evitare il 5-5 dell’inglese.
Dall’altro lato, i tedeschi pagano due scommesse pesanti di Kompany, che si è affidato a Davies e Musiala, entrambi rientrati da non molto dopo lunghe assenze. Il terzino è stato completamente travolto da Doue e ha lasciato il campo all’intervallo dopo aver concesso il rigore del 3-2, mentre il trequartista è stato a lungo assente dal gioco e non ha saputo mai far valere le sue qualità contro il pressing asfissiante del PSG.

I paragoni
Con una partita del genere, che ha fatto parlare e anche discutere (da parte di chi pensa che difese troppo allegre e poco tatticismo siano un modo molto semplice per fare spettacolo, ma non calcio), logico che già durante il match siano partiti i primi paragoni.
Il più evidente, per i capovolgimenti di fronte e le emozioni continue, è certamente quello con Italia-Germania 4-3 dei Mondiali del 1970. In quel caso, i fuochi d’artificio però sono cominciati al novantesimo, con il gol tedesco di Schnellinger che pareggia quello di Boninsegna e porta ai supplementari.
Nei 30 minuti di extra-time succede di tutto: i tedeschi vanno in vantaggio con Gerd Müller, l’Italia pareggia con Burgnich e ripassa avanti con Gigi Riva. I teutonici la raddrizzano ancora con il loro Bomber, ma alla fine la rete decisiva è quella di Gianni Rivera, che chiude la “partita del secolo”, come recita ancora oggi la targa fuori dallo stadio Azteca di Città del Messico.
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Per i paragoni in Champions League sono state scomodate la leggendaria finale di Istanbul 2005, con il Liverpool che termina il primo tempo sotto 3-0 con il Milan, riacciuffa i rossoneri e vince ai rigori, oppure la pazzesca Remuntada del Barcellona contro il PSG, vincitore 4-0 all’andata e sconfitto per 6-1 al Camp Nou con tre reti dei blaugrana negli ultimi cinque minuti di partita.
Che i paragoni reggano o no, in ogni caso la sfida del Parco dei Principi è stata un grandissimo spot per il calcio. Che di questi tempi ne ha davvero bisogno!
Partita del Secolo - Domande frequenti
D: Perchè la semifinale di Champions League tra PSG e Bayern è stata definita la partita più bella di sempre da William Hill?
R: Per una serie di fattori, tra cui il risultato (5-4), un gioco molto offensivo, reti di ottima fattura e un ritmo indiavolato.
D: Chi sono stati i protagonisti della partita?
R: Per il PSG Kvicha Kvaratskhelia (due gol), per il Bayern Monaco Michael Olise (un gol e un palo).

D: Chi erano gli allenatori delle due squadre?
R: Luis Enrique per il PSG e Vincent Kompany per il Bayern Monaco.
D: La semifinale tra tra PSG e Bayern è stata la partita di Champions con più gol di sempre?
R: No, ce ne sono stati 12 in Borussia Dortmund-Legia Varsavia del 2016, finita 8-4.
D: Perchè la semifinale d'andata tra PSG e Bayern è stata criticata?
R: Per alcuni addetti ai lavori, le difese troppo allegre e la poca attenzione alla tattica ne abbassano il valore strettamente calcistico.
D: Perchè nell'incontro di ritorno a Monaco il match è terminato "solo" 1-1?
R: Nella semifinale di ritorno, le occasioni da gol, forse, sono state addirittura di più, ma, un po' per l'imprecisione dei giocatori offensivi dei due big team e molto per le incredibili prodezze dei rispettivi portieri, l'incontro è finito con due reti nel tabellino!
*Le immagini dell'articolo sono distribuite da Alamy.
