Paratici DS: quando si parla di direttori sportivi, si sottolinea spesso come sia più semplice ricoprire questo ruolo in grandi club, viste le possibilità economiche e l’appeal che si ha nei confronti dei giocatori. Eppure non tutti sono in grado di lasciare il segno in maniera efficace. 

E di certo sono pochi quelli che hanno messo la loro firma su un ciclo di nove scudetti consecutivi. In Italia, ovviamente, ci è riuscita solamente una persona: Fabio Paratici, che da febbraio 2026 è il nuovo DS della Fiorentina della famiglia Commisso. 

La Viola ha puntato dunque su un dirigente che ha già ampiamente dimostrato di saper costruire una grandissima squadra, ma anche di lavorare grazie alle idee e non solo al budget che gli viene affidato.

sign up

Fabio Paratici calciatore

Paratici nasce come calciatore e parte dal Piacenza, con cui esordisce in Serie C1 nella stagione 1989/90. La sua carriera si svolge tutta nelle serie inferiori e si chiude nel 2004 a Brindisi, con in bacheca la vittoria del campionato di C con il Piacenza nel 1991 e la Coppa Italia di C proprio con il Brindisi nel 2003. 

Ma se in campo l’esperienza non è esattamente memorabile, Paratici dimostra di saperci fare molto di più dietro a una scrivania. 

Paratici inizia come osservatore alla Samp

Anzi, sui seggiolini degli stadi di tutta Italia, visto che diventa un osservatore alla Sampdoria, prima di scalare posizioni e di diventare il capo degli osservatori e in seguito il direttore sportivo del club blucerchiato. Ed è proprio alla Samp che Paratici forma il suo sodalizio con Giuseppe Marotta, direttore generale, che farà prima la fortuna dei liguri e poi della Juventus. 

Nel periodo a Genova, la Samp ottiene, a sorpesa per le quote sportive, una qualificazione alla Champions League e uno Scudetto Primavera. Tra i calciatori che Paratici porta a Marassi ci sono Antonio Cassano, Giampaolo Pazzini, Fabio Quagliarella, Christian Maggio e Andrea Poli.

Nel 2010, assieme a Marotta, si trasferisce alla Juventus. A Torino, lavorando con Luigi Delneri, Antonio Conte e Max Allegri, i due riescono ad allestire una rosa capace di aprire un ciclo ineguagliato nel calcio italiano, con 19 trofei conquistati e la striscia record di 9 scudetti consecutivi, a cui vanno aggiunte due finali (perse) di Champions League. 

I successi di Paratici alla Juve

E gli acquisti di Paratici sono fondamentali per creare la struttura di quella Juventus pigliatutto. Uno dei primi è Leonardo Bonucci, preso giovanissimo nel 2010, seguito qualche mese dopo da Andrea Barzagli, pagato meno di un milione di euro e futura colonna bianconera per un decennio. 

Nel 2011 arrivano all’Allianz Andrea Pirlo (a parametro zero), Arturo Vidal e Stephan Lichtsteiner, mentre nel 2012 è il turno di un giovane centrocampista francese svincolato, Paul Pogba, destinato a una carriera pazzesca. 

Personalizza la tua giocata sulla Serie A con il Bet Builder di William Hill!

Paratici DS

Il grande acquisto del 2013 si chiama Carlos Tevez, mentre l’anno successivo approdano in bianconero Patrice Evra e Alvaro Morata.

Nel 2015 i tasselli sono Paulo Dybala, Juan Cuadrado, Sami Khedira e Mario Mandzukic, mentre il mercato 2016 è letteralmente dominato dai bianconeri, che strappano Gonzalo Higuain al Napoli e Miralem Pjanic alla Roma a colpi di clausole, a cui si aggiungono Mehdi Benatia e Dani Alves, più Wojciech Szczesny e Douglas Costa, arrivati nel 2017. 

Il colpo Cristiano Ronaldo

Il colpo più celebre di Paratici è però certamente quello del 2018, quando porta in Italia Cristiano Ronaldo, che diventa il calciatore più pagato della storia della Serie A. Assieme al portoghese, i bianconeri acquistano anche Joao Cancelo ed Emre Can. 

Paratici DS -CR7

Nel novembre 2018 il DS sostituisce Marotta prima come responsabile dell’area sportiva e poi come amministratore delegato, ruolo che ricopre fino al termine della stagione 2020/21. I grandi acquisti di questo periodo sono Matthijs de Ligt, Adrien Rabiot (entrambi arrivati nel 2019), Arthur, Federico Chiesa e Winston McKennie (acquistati nel 2020).

Il passaggio al Tottenham

Nel giugno 2021, lasciata la Juventus dopo un decennio di trionfi, Paratici diventa direttore generale del Tottenham, ruolo che ricopre fino al marzo 2023, per poi tornare agli Spurs nell’ottobre 2025, stavolta come direttore sportivo. A Londra il dirigente porta calciatori importanti, alcuni dei quali già avuti alla Juventus, come Cristian Romero, Dejan Kulusevski e Rodrigo Bentancur. A questi si aggiungono gli arrivi al nuovo White Hart Lane di Richarlison, Yves Bissouma e Pape Matar Sarr. 

Paratici DS - Cristian Romero

L’esperienza londinese, però, non è stata troppo soddisfacente per Paratici, che dunque ha deciso di tornare in Italia e di accettare una nuova sfida, quella della Fiorentina.

I calciatori più cari acquistati da Paratici

Anche volendo tralasciare i trofei vinti, anche a livello di cifre Paratici è il grande protagonista del mercato italiano degli ultimi 15 anni. Molti dei nomi nelle liste dei giocatori più costosi, sia in entrata che in uscita, portano la sua firma. 

Tutto il podio degli acquisti più costosi della storia del nostro campionato (nonché della Juventus) è composto da giocatori portati da Paratici: CR7 (costato 117 milioni), Higuain (pagato 96) e De Ligt (85,5 milioni). E anche se si vanno a vedere le cessioni, spunta il nome di Pogba, venduto dai bianconeri al Manchester United a 105 milioni dopo essere stato preso gratis.

Quanti affari clamorosi con i parametri zero

E se si va a vedere, nonostante i nomi altisonanti di chi è arrivato a Torino a cifre pazzesche, sono proprio state le grandi intuizioni del dirigente piacentino a fare la fortuna della Juventus. La squadra bianconera si è presa il soprannome di Signora dei Parametri Zero grazie ai tanti calciatori di livello assoluto (Pirlo, Pogba, Khedira, Emre Can, Rabiot) che Paratici ha saputo portare alla Continassa senza spendere neanche un euro per il cartellino. E anche quando ha speso, Paratici lo ha fatto spesso con oculatezza. 

Lo dimostrano Bonucci (meno di 2 milioni), Barzagli (neanche un milione), Tevez (un totale di 15), Vidal (12 milioni), Mandzukic (19 milioni) o Evra (1,5 milioni), tutti giocatori arrivati per cifre non esattamente mostruose ma fondamentali per il ciclo bianconero. Certo, non sono mancati gli acquisti sbagliati. Su tutti probabilmente spicca Arthur, costato tantissimo tra cartellino e ingaggio e mai centrale nel progetto, oppure i vari “bidoni” storici bianconeri come Eljero Elia o Milos Krasic. 

Ma, chiaramente, è impossibile per un direttore sportivo non sbagliare mai. E un DS capace di costruire una rosa in grado di fare la storia del calcio italiano non può certo essere giudicato in maniera negativa per qualche errore…

*L'immagine di apertura dell'articolo è distribuita da Alamy.  

Di Francesco Cavallini

Lo sport non è solo semplice passione e per scriverne ci vuole sempre grande equilibrio e senso di responsabilità: in un oceano di contenuti difficile da regolare, i nostri autori partono da una visione originale degli eventi del giorno!
 

William Hill