Saper fare sport non sempre significa saper parlare di sport, ma nel caso di Matteo Soragna, l’abilità con la palla a spicchi corrisponde, decisamente, a quella di saper raccontare e declinare il basket (ma non solo) davanti al grande pubblico. 

Nato a Mantova nel 1975, Soragna ha avuto una carriera lunga e importante, arrivando a vincere sia a livello di club che con la nazionale italiana. E poi, una volta abbandonato il campo, si è ritagliato uno spazio sempre più importante come opinionista e, in generale, come comunicatore.

Gli esordi tra Cremona e Pistoia

La carriera cestistica di Soragna inizia a Cremona ad appena diciotto anni e in tre stagioni in Serie B1 si mette in mostra fino ad approdare immediatamente in A1 a Pistoia nella stagione 1996/97. L’esperienza toscana però dura poco e il mantovano, cercando spazio e minutaggio, preferisce scendere di nuovo di categoria e indossare la canotta del Barcellona Pozzo di Gotto. 

Anche nel messinese resta tre stagioni, in cui è elemento imprescindibile della squadra con cui conquista la promozione in Serie A2 nella stagione 1998/99. 

Dal 2001 protagonista a Biella

Nel 2001 passa a Biella, con cui ottiene un altro salto di categoria immediata, approdando da protagonista di nuovo in A1. 

Le annate in Piemonte sono quattro, tre delle quali nel massimo campionato, in cui Soragna inanella prestazioni importanti, chiudendo la stagione 2003/04 con 376 punti, che sono il massimo in carriera.

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Le vittorie con la Benetton Treviso

Proprio grazie a questa stagione pazzesca, il classe 1975 passa alla Benetton Treviso (all’epoca guidata da Ettore Messina), dove otterrà le migliori soddisfazioni. 

Con la squadra veneta infatti Soragna esordisce in Eurolega, ma soprattutto vince il campionato italiano nella stagione 2005/06 (quando la finale non era sempre Olimpia-Virtus), due Coppe Italia (quella del 2005 e quella del 2007) e la Supercoppa Italiana 2006, peraltro diventando capitano del leggendario sodalizio targato Benetton per scelta del tecnico David Blatt dopo l’addio di una colonna come Denis Marconato. 

Matteo Soragna

Nel 2009, terminato il contratto con Treviso, il mantovano ha 34 anni, ma la carta d’identità per uno come lui conta davvero poco. Quindi Soragna decide di tornare a Biella per altre quattro stagioni, prima di impreziosire una carriera già eccezionale con due annate a Capo d’Orlando, ottenendo nella prima l’ennesima promozione (con in panchina l’ex compagno di nazionale Gianmarco Pozzecco) e poi giocando l’ultima stagione nella Serie A 2014/15.

Per Teo 3.709 punti e 900 assist in carriera

Finita? Macchè, la scelta giusta è quella di continuare per altre due stagioni, a Piacenza, tornando nella Serie B da cui tutto è partito, per chiudere ad oltre 40 anni, un esempio di longevità agonistica tra i giocatori della sua generazione. 

Per lui tra i professionisti ci sono 3.709 punti in poco meno di 500 partite, di cui 1.947 a Biella e 1.288 a Treviso. Importanti anche i conteggi delle altre statistiche, con quasi 900 assist tra Serie A1 e A2, oltre 1.300 rimbalzi e 700 palle rubate. 

Numeri che dimostrano l’assoluta poliedricità di Soragna, che nasce come ala piccola ma che nel corso della sua carriera ha ricoperto con ottimi risultati anche i ruoli di guardia tiratrice e di playmaker, abbinando la capacità di fare canestro (soprattutto con un tiro da 3 micidiale) a quella di far girare la squadra. In particolare, le sue qualità difensive lo hanno reso per oltre un decennio uno dei migliori giocatori in fase di non possesso dell’intero campionato.

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I numeri di Matteo Soragna in Azzurro

Impossibile poi dimenticare quanto ottenuto dal mantovano in nazionale. Le prime convocazioni arrivano nel 2001, ai tempi della promozione in A1 con Biella, ma è nel periodo tra 2003 e 2004 che il classe 1975 ottiene le maggiori soddisfazioni in azzurro. Soragna è uno dei convocati di Carlo Recalcati per gli Europei 2003 in Svezia, manifestazione in cui l’Italia chiude, da underdog per le quote basket, terza, cedendo solo in semifinale alla Spagna e staccando comunque il pass per i successivi Giochi Olimpici in Grecia. 

Ed è proprio ad Atene nel 2004 che gli azzurri compiono un’impresa destinata a rimanere nella storia del basket tricolore. Dopo il secondo posto nel proprio girone (ancora dietro alla Spagna), la nostra nazionale batte Porto Rico nei quarti di finale e la Lituania in semifinale, andandosi a giocare così l’oro contro l’Argentina. Il match contro Manu Ginobili e compagni va male, ma Soragna e gli altri tornano con al collo una medaglia d’argento dal peso specifico importantissimo. 

La carriera in nazionale del lombardo continua fino al 2009, anno in cui arrivano le ultime delle sue 138 presenze, coronate da 838 punti.

Teo tra telecronache e  basket inclusivo

E una volta appese le scarpette al chiodo, cosa ha fatto Soragna? È rimasto nel mondo della pallacanestro, ma a modo suo. Non ha intrapreso la carriera di allenatore come Pozzecco, ma ha preferito mettere a disposizione la sua conoscenza del gioco a livello giornalistico. Dunque il mantovano è diventato una delle voci narranti dell’NBA per Sky, per cui cura anche rubriche da insider riguardo la lega nordamericana, oltre a scrivere diversi articoli per il portale. 

La Giornata Tipo e a creare podcast su Audible e approfondimenti su Twitch.. Ma anche in questo caso, non finisce certo qui. Tra gli interessi che Soragna ha fatto suoi al termine della carriera c’è anche il baskin, il basket inclusivo, scoperto quasi per caso ma di cui è diventato sostenitore e giocatore. 

La sua esperienza sportiva è stata inoltre applicata anche a livello corporate, con la creazione di Clutch Academy, che si occupa di formazione attraverso concetti legati allo sport, sia individuale che di squadra.

Matteo Soragna sui social

Insomma, Soragna è impegnatissimo anche ora che non è più un giocatore professionista di basket. E tutte quante le iniziative che lo vedono protagonista campeggiano sui suoi social, in particolare la sua pagina Instagram, che vanta quasi 22mila follower, mescola le tante diverse attività in giro per l’Italia con momenti di vita privata. 

E anche il suo riscontro social è l’ennesima dimostrazione dei tanti talenti di Matteo Soragna. Uno che, per sua stessa ammissione, si è sempre sentito un privilegiato nell’aver potuto giocare a basket a livello mondiale e che ora vuole condividere il suo know-how con il pubblico e che cerca di includere il maggior numero di persone possibili nello sport che tanto ama. 

*L'immagine di apertura dell'articolo è distribuita da Alamy.   
 

Di Francesco Cavallini

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