Esterno Destro Inter: se in passato i terzini erano dei difensori puri, bloccati con il compito di presidiare le fasce e di chiudere la possibilità del cross all’ala, nel corso dei decenni il ruolo si è decisamente evoluto.
L'Inter e l'evoluzione del ruolo
Dunque, prima sono nati i terzini fluidificanti, liberi di attaccare, sovrapporsi con i compagni di squadra e crossare. E ora ci sono gli esterni a tutto campo, che devono sapersi destreggiare in entrambe le fasi e che, all’occorrenza, possono anche accentrarsi per varianti tattiche in grado di cambiare le partite.
Una delle squadre italiane che si è sempre caratterizzata per la scelta di terzini ed esterni di altissimo livello è l’Inter, che nel corso della sua storia ha avuto una serie di calciatori che sono entrati nella leggenda del club e del calcio italiano e mondiale.
Ecco i grandi terzini, destri e sinistri, dell’Inter, per decennio:
Anni ’60 e ‘70 - Tarcisio Burgnich, Giacinto Facchetti.
Anni ’80 - Giuseppe Bergomi, Andreas Brehme.
Anni ’90 - Roberto Carlos, Javier Zanetti.
Anni 2000 e 2010 - Maicon, Cristian Chivu.
Anni 2020 - Achraf Hakimi, Denzel Dumfries, Federico Dimarco.
Pupi Zanetti arriva a Milano da giocatore di fascia
Se la tradizione degli esterni sinistri nerazzurri comincia ovviamente con il compianto Giacinto Facchetti, quella degli esterni destri inizia con Tarcisio Burgnich, che però era un terzino vecchio stile rispetto a Facchetti, già fluidificante moderno. E quindi si può far risalire la storia dei terzini interisti a un altro nome altrettanto leggendario, quello di Javier Zanetti.
Già, perchè per quanto possa sembrare strano a chi lo ha visto giocare solo nella parte finale di carriera, quando era diventato un centrocampista, “Pupi” arriva a Milano nel 1995 da terzino, ruolo che ricopre per parecchio nella squadra nerazzurra, almeno fino al 2006.
E non è un caso che lo spostamento in mediana arrivi proprio in quell’anno, perchè coincide con l’approdo a Milano di un altro terzino che ha scritto la storia dell’Inter, Maicon. Il brasiliano, probabilmente il terzino offensivo più devastante visto in Italia negli ultimi trent’anni, si prende la fascia ed è uno dei protagonisti del ciclo di vittorie nerazzurre, culminato con la vittoria del Triplete, con in campo sia Zanetti che Maicon.
Tra l’altro, l’argentino continuerà di tanto in tanto a riprendersi il suo vecchio ruolo fino al ritiro, arrivato nel 2013, un anno dopo l’addio del brasiliano, volato al Manchester City nel 2012.
Nel 3-5-2 di Conte gli esterno sono decisivi
Nel periodo post-Triplete, l’Inter perde qualche colpo e anche gli interpreti nel ruolo di terzino destro non sono esattamente memorabili. Per tornare a vincere, e a vedere calciatori dominanti in quella posizione di campo, bisogna attendere l’arrivo di Antonio Conte. Il tecnico leccese individua in Achraf Hakimi il calciatore di cui ha necessità sulla fascia destra e il marocchino si dimostra uno degli acquisti più azzeccati della storia recente nerazzurra.
Nella stagione 2020/21, l’unica della sua carriera con la maglia dell’Inter, Hakimi è uno degli elementi chiave della squadra che torna a vincere lo scudetto dopo oltre un decennio anche grazie ai suoi 7 gol e 11 assist in 45 partite. Peccato per i nerazzurri che le vicissitudini finanziarie della società costringano a cedere il terzino, che parte per 68 milioni, diventando una delle colonne del Paris Saint-Germain, piglia tutto anche per le Quote Champions!
Dumfries: da laterale ad attaccante esterno
Ma l’Inter ha già un ricambio pronto e assolutamente necessario. Già, perchè a partire da Conte, per poi proseguire nell’era di Simone Inzaghi e in quella attuale con in panchina Cristian Chivu, i nerazzurri sono sempre scesi in campo con il 3-5-2. Un modulo in cui la produzione di gioco degli esterni, che si parli di gol, assist o di spostamenti tattici per fungere da secondo playmaker, è fondamentale.
A sinistra, l’Inter trova Federico Dimarco, cresciuto nelle giovanili nel ruolo che fu di Facchetti, mentre a destra arriva dal PSV Denzel Dumfries.
Sebbene le caratteristiche dell’olandese, da un punto di vista tecnico, siano decisamente diverse da quelle di Hakimi, non cambiano gli effetti sulle partite e sulle intere stagioni. Dumfries, uno specialista anche nell’inserimento e nel colpo di testa, diventa uno dei principali sfoghi offensivi nerazzurri, in particolare con le sue fulminee ripartenze.
Nelle cinque stagioni alla Pinetina, l’olandese gioca 207 partite in nerazzurro, con un bottino di 27 gol e 28 assist, contribuendo a due scudetti, tre coppe Italia, doblete 2026 compreso, tre supercoppe italiane e due finali raggiunte in Champions League.
La scelta di Palestra non è stato certo calcistica
Con l’addio già scritto dell’olandese, che vola da Josè Mourinho al Real Madrid, l’Inter si è dunque ritrovata con la necessità di gettarsi sul mercato per individuare un calciatore che potesse rendere bene in uno dei ruoli chiave della squadra di Chivu.
E i nerazzurri avevano puntato con decisione e budget su Marco Palestra, che nella sua prima stagione in Serie A (al Cagliari, in prestito dall’Atalanta) ha già dimostrato tutte le caratteristiche necessarie per prendersi la fascia destra interista. Ma quando tutto sembrava avviarsi verso la conclusione dell’affare, il terzino ha preferito accettare l’offerta del Chelsea.
Chiaramente i Blues potevano offrire un contratto molto più alto rispetto all’Inter (praticamente il doppio, 6 milioni all’anno per 5 stagioni) e una vetrina importante come quella della Premier League.
Eppure non è detto che la scelta di Palestra sia quella giusta, sia perchè il Chelsea con Xabi Alonso giocherà con la difesa a 4, sia perchè nello stesso ruolo i Blues hanno già il loro capitano, Reece James, fortissimo, anche per le Quote Live, anche nell'esecuzione dei calci piazzati, ma anche il nazionale francese Malo Gusto: sarà una concorrenza non semplice da superare per il giovane azzurro.
All’Inter, invece, Palestra avrebbe trovato un modulo che lo avrebbe valorizzato ulteriormente e un posto da titolare praticamente certo.
Dunque, solo il futuro dirà se il classe 2005 ha scelto bene o no a volare a Londra...
Khalaili è il nuovo esterno dell'Inter
In ogni caso, l’Inter è rimasta con una casella importante da colmare e ha scelto di puntare su un calciatore dalle spiccate qualità offensive, ovvero l’israeliano Anan Khalaili.
Classe 2004, Khalaili è un esterno destro di centrocampo ambidestro, molto bravo nell’attaccare nella profondità e con un ottimo tiro dalla distanza. L’israeliano è attualmente un calciatore dell’Union Saint-Gilloise ed è arrivato in Belgio nel 2024, dopo essere cresciuto e aver esordito tra i professionisti con il Maccabi Haifa.

In Italia ce lo ricordiamo bene per il gol nella partita di Champions League tra la squadra belga e l’Atalanta, ma in generale le sue prestazioni lo hanno reso uno dei talenti emergenti più richiesti della Jupiter Pro League.
E l’Inter sta cercando di trasformarlo nel suo nuovo esterno di destra, sperando che vada a rinnovare una tradizione che, come visto, ha fatto la storia del club nerazzurro.
Esterno Destro Inter - FAQs
D: Chi sono i grandi terzini destri della storia dell’Inter?
R: Tarcisio Burgnich, Javier Zanetti, Maicon, Achraf Hakimi e Denzel Dumfries.
D: Quante stagioni ha giocato da terzino destro Javier Zanetti?
R: “Pupi” è stato il titolare sulla fascia destra nerazzurra dal 1995, anno in cui è arrivato a Milano, al 2006, quando l’Inter ha acquistato per quel ruolo Maicon.
D: Chi era il terzino destro dell’Inter del Triplete?
R: Maicon, uno degli esterni destri più devastanti degli ultimi trent’anni.
D: Quanti gol e assist ha fatto registrare Denzel Dumfries con la maglia dell’Inter?
R: Dumfries ha giocato cinque stagioni in nerazzurro, con 207 presenze, 27 gol e 28 assist.
D: Perchè Palestra avrebbe dovuto scegliere l’Inter e non il Chelsea?
R: Perchè i Blues giocano a 4, mentre all’Inter avrebbe trovato un modulo a lui più congeniale. Inoltre, il Chelsea in quella posizione ha già Reece James e Malo Gusto e Palestra rischia di non trovare spazio nell'immediato.
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